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Il folle gioco di una 14enne e dell'amico: si sfregiano il volto col sorriso come Joker

Lei ha riportato le ferite più gravi e sarà operata. Indagano carabinieri e procura dei minori

Avrebbero cercato di far credere che quei tagli erano frutto di una rapina finita male. Avrebbero provato a convincere il medico che erano stati aggrediti in strada da qualcuno poi fuggito, ma alla fine davanti a investigatori e inquirenti uno dei due sarebbe crollato. E avrebbe ammesso una prima parte di verità, una folle verità. Perché quelle ferite, lei e lui - 14 anni la giovane, poco meno di 18 il ragazzo - se le sarebbero causati da soli, in una sorta di sadico gioco di coppia, di prova. 

Protagonisti sono due minorenni che vivono nella zona della Martesana, amici tra loro, forse qualcosa di più. Lei da lunedì sera è ricoverata in un letto d'ospedale con uno sfregio che dalle estremità delle labbra si alza verso il viso: un sorriso molto simile a quello di Joker, in pratica, il celebre personaggio dei fumetti Batman reso ancora più famoso da diverse pellicole cinematografiche, l'ultima delle quali ha portato a casa due Oscar grazie all'interpretazione di Joaquin Phoenix. 

I due, stando a quanto riportato in anteprima da "Prima la Martesana" e poi confermato dagli investigatori, avrebbero deciso di praticarsi insieme il "Glasgow smile", come viene definito nella cultura anglosassone quel tipo di ferita che serve proprio per riproporre l'espressione sorridente del personaggio dei fumetti. 

Il primo ad impugnare la lama - sembra un taglierino - sarebbe stato il ragazzino, poi sarebbe toccato a lei fare lo stesso, ma i due sarebbero stati costretti a interrompere per il troppo dolore. Da lì è scattata la corsa all'ospedale di Cernusco - entrambi vivono poco distante -, dove la 14enne è stata ricoverata. Una volta in pronto soccorso, il tipo di ferita non ha convinto il medico di guardia, che - da prassi - ha allertato i carabinieri spiegando che entrambi avevano parlato di una rapina avvenuta poco prima a Cassina de' Pecchi. 

I militari della compagnia di Cassano d'Adda, che indagano insieme alla procura della Repubblica del tribunale dei minori, hanno poche perplessità, anche perché il giovane avrebbe fatto le prime ammissioni. La sua amica, invece, ancora non è stata ascoltata perché è ricoverata e dovrà essere operata. I dubbi sono comunque pochi: lei avrebbe accettato di farsi incidere le guance per prima e poi avrebbe dovuto fare lo stesso con lui, che infatti presenta delle ferite superficiali. Tutto, così avrebbe detto lui, per provare la soglia del dolore oppure - e sarebbe ancora più assurdo - per un folle "gioco" nato per assomigliare a Joker, come riportano le pagine milanesi de Il Giorno e Corriere. 

Il ragazzino adesso è accusato di sfregio, reato introdotto nel "codice rosso", il protocollo legislativo che ha inasprito le pene per il reato di genere. Ai carabinieri il compito di ricostruire con esattezza tutte le fasi di quanto accaduto.

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