Non ci sono più soldi, chiude la scuola: “Ora che ne sarà di noi?”

Il 31 luglio, l'Academy center di Paderno Dugnano chiude i battenti, lasciando "per strada" cinquecento studenti e trenta professori. E i ragazzi sperano nell'intervento della Regione

Gli studenti in protesta (Foto da Fb)

Hanno scoperto, quasi per caso, che la loro scuola chiuderà. Hanno capito, a malincuore, che loro saranno costretti a cambiare istituto, amici e professori. E hanno scoperto anche che molti di quei professori, forse la maggior parte, resteranno senza un lavoro. 

E’ un grido disperato d’aiuto quello dei ragazzi dell’Academy center, il centro di formazione professionale accreditato presso la Regione Lombardia per acconciatori ed estetisti di Paderno Dugnano. 

Dal 31 luglio l’istituto chiuderà i battenti per sempre. Con buona pace dei trenta professori e dei quattrocento alunni. “Lo abbiamo scoperto sabato sera - raccontano i ragazzi della scuola a MonzaToday - Abbiamo chiesto spiegazioni lunedì alla dirigenza scolastica e ci hanno risposto che era vero e che la Regione ora cercherà una nuova sistemazione per noi - quattrocento ragazzi, cinquecento considerando i corsi serali - e per i nostri professori”. 

Ma cosa ha portato alla chiusura una scuola che - come lo stesso istituto si “vanta” sul proprio sito - è un “punto di riferimento per i molti giovani che si avvicinano al mondo del lavoro nel settore del benessere”? “Ci hanno detto che la Regione non dà più i soldi della dote scolastica all’istituto e che con l’aumento dei vari costi di gestione la scuola non riesce più a sostenere le spese”, l’amara verità dei ragazzi. 

Dal 2009, infatti, Academy center ha iniziato ad operare anche tramite la dote scuola di Regione Lombardia, affiancando così alla classica offerta formativa a pagamento, la possibilità, per gli allievi in diritto-dovere di istruzione e formazione, di frequentare i percorsi gratuitamente grazie al finanziamento regionale. Un finanziamento che, secondo quanto raccontano i ragazzi, dall’anno prossimo verrebbe a mancare. Con risultati nefasti. 

“Mercoledì abbiamo fatto una manifestazione - spiegano gli studenti - perché noi a questa scuola e ai nostri professori ci teniamo”. Ma per il corpo docenti il futuro sembra ormai segnato. Le procedure per i licenziamenti sarebbero infatti state avviate il 31 aprile scorso e dal 31 luglio dovrebbero essere effettive. 

“Noi ci troviamo bene qui, è una buona scuola - recriminano i ragazzi - E poi non crediamo che la Regione troverà un posto per tutti noi e per i nostri professori”. Ma a sentire la scuola, interpellata da MonzaToday, l’arduo compito spetta proprio al Pirellone. 

“Il futuro dei ragazzi e dei professori è nelle mani della Regione”, dice senza troppi giri di parole Milena Donelli, il legale rappresentante dell’istituto. “La scuola chiude - spiega freddamente, smentendo le parole dei ragazzi - per i costi di gestione troppo alti. I fondi della Regione continuano ad arrivare anche adesso, ma i problemi sono solo di natura economici”. 

C’è qualcuno, però, che alla chiusura della propria scuola non si è ancora arreso. “Vorremmo che la Regione o qualcuno interessato, sentisse la nostra voce - è l’ultima speranza dei ragazzi - Perché noi in questa scuola ci troviamo bene”. 

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