Il ristorante cinese rischia di chiudere ma tra i clienti scatta la gara di solidarietà

Telefonate per esprimere vicinanza, messaggi e prenotazioni. Di fronte all'annuncio della possibile chiusura temporanea dell'Yin Tao in tanti si sono mobilitati

In tanti hanno chiamato per prenotare un tavolo, per rivolgere una parola di vicinanza o di incoraggiamento. Qualcuno invece, soprattutto sui social, ha pensato che si trattasse di una trovata pubblicitaria creata ad hoc e ha puntato il dito. Accuse che sono state rispedite al mittente dal titolare dell'Yin Tao, il ristorante cinese presente da trent'anni a Monza, in via San Gottardo, che ha annunciato la possibilità di chiudere nelle prossime settimane a causa delle difficoltà lavorative legate alla paura della diffusione del Coronavirus.

Nel ristorante è comparso un cartello, non pubblicizzato ma posizionato sui tavolini, in cui si annunciava che "a causa della psicosi che si è generata non potendo più sostenere i costi di gestione" sarebbero stati "costretti a chiudere per un periodo da definire". A chiarire la propria posizione è stato lo stesso titolare Antonio Hu: "Il cartello era ad uso interno: per avvisare i nostri clienti, per evitare che potessero tornare magari tra qualche settimana o a marzo e trovare improvvisamente chiuso". Il ristorante ha infatti chiarito che il locale al momento è aperto e si valuterà la chiusura nelle prossime settimane. 

"Noi non abbiamo fatto nulla e non capisco perchè c'è chi si accanisce con cattiveria. La situazione purtroppo non dipende da noi o da come cuciniamo o lavoriamo. Come accaduto con la Sars, abbiamo pensato che se le cose non fossero cambiate sarebbe stato meglio chiudere. Anni fa io stesso ho rischiato di dover vendere la casa per pagare i debiti" spiega. A causa della diffusione della psicosi del contagio infatti, a partire dalla fine di gennaio, il locale ha registrato progressivamente un calo nel numero di coperti che ha toccato punte del 70-80% soprattutto nel weekend, serate in cui invece il ristorante riempiva le sale e per cui era necessaria la prenotazione per assicurarsi un tavolo.

"Domenica sera alle 21.30 eravamo già chiusi" ha aggiunto Antonio Hu, nato a Milano e monzese "in pectore". "In Cina c'è solo mia madre, la mia famiglia è tutta qui dove sono cresciuto anche io". 

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"Tanti amici dopo averlo saputo sono venuti a mangiare. Siamo a Monza da anni e abbiamo visto la nostra clientela venire a cena con i propri bambini e i figli crescere e portare qui i loro" spiega Hu. In tanti, clienti, amici e monzesi, hanno scelto di mostrare la propria vicinanza ai gestori del locale e hanno prenotato un tavolo. Un piccolo gesto che potrebbe però cambiare le sorti del ristorante.

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