Tre civette imprigionate nella canna fumaria di un’abitazione: le salva l’Enpa

La famiglia si è insospettita a causa degli strani rumori provenienti dal camino e ha allertato i vigili del fuoco: bloccati nella canna fumaria e sporchi di fuliggine c'erano una civetta adulta e due piccoli

Hanno sentito alcuni rumori provenienti dal camino della loro abitazione e si sono insospettiti. A Usmate Velate una famiglia ha allertato i vigili del fuoco a fine giugno per controllare la canalina della canna fumaria della loro villetta.

Quando i pompieri hanno effettuato un sopralluogo nella canna fumaria hanno fatto una curiosa scoperta: all’interno del tubo, imprigionati da chissà quanti giorni, c’erano tre civette, due piccoli e un adulto. Insieme all’intervento dei vigili del fuoco sono stati allertati i volontari dell’Enpa che si sono presi in carico i piccoli che versavano in condizioni di salute precarie. Liberate e sistemate in una scatola di cartone i pompieri hanno consegnato i volatili a Marica, volontaria responsabile settore selvatici.

Uno dei piccoli è morto subito durante il tragitto mentre le cure della volontaria sono riuscite a evitare la stessa sorte alle altre civette. Gli animali sono stati puliti accuratamente poiché pieni di fuliggine nel becco, negli occhi e nel naso e sono stati nutriti e dissetati. Dopo un giorno le due civette sembravano già stare meglio ad eccezione della magrezza e della debolezza causata dalla lunga prigionia forzata: i volatili sono stati trasferiti al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Vanzago (MI), gestito dal WWF, dove verranno curate e, a tempo debito, rilasciate. Per evitare incidenti di questo tipo l’ENPA “raccomanda a tutti di controllare regolarmente la canna fumaria, specialmente in presenza di rumori sospetti”.

Per impedire che gli uccelli restino prigionieri si consiglia anche “l'applicazione di una rete di protezione sui camini che possa impedire ai volatili di caderci dentro”.

In estate aumenta il numero degli interventi del settore Selvatici per l’Enpa: dalla sede fanno sapere che ogni giorno arrivano tre-quattro animali da curare, imboccare e portare al CRAS di Vanzago.

Tra gli ultimi arrivati, un gheppio, un giovane airone in condizioni disperate (poi deceduto), alcune taccole, merli, cornacchie, rondoni, rondini, ricci, gazze, colombacci, tortore, cinciallegre, passeri e qualche germano.

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