Treni peggiori in Lombardia: la linea Chiasso-Rho è la terza peggiore d'Italia

Presentata un'anticipazione del rapporto di Legambiente Pendolaria: in Lombardia, in 5 anni, le tariffe aumentate di oltre il 30%. Il 77% dei treni ha più di 20 anni (14,9% considerando i restauri)

Treni vecchi, lenti, su linee che vedono troppo spesso tagli e accumulano ritardi. La situazione del trasporto ferroviario italiano è sempre più divisa in due, tra una Alta Velocità con servizi più veloci e moderni e un servizio locale con diffusa situazione di degrado che spinge purtroppo i cittadini all’uso dell’auto privata, con aggravio dei costi, del traffico veicolare, dell’inquinamento.

Eppure, sono circa 3 milioni le persone che ogni giorno utilizzano i treni per raggiungere i luoghi di lavoro o studio. Legambiente lancia la Campagna Pendolaria, presentando una anticipazione, con analisi della situazione di maggiore disagio sulle linee ferroviarie italiane, del Rapporto annuale che verrà presentato a gennaio e che quest’anno avrà come focus l’emergenza Sud.

Ma purtroppo, nemmeno al Nord e in Lombardia si sta bene. Al terzo posto tra le peggiori linee d'Italia, infatti, secondo l'associazione ambientalista, si piazza la linea Chiasso-Rho: "Si tratta di una linea, la S11, prolungata da Milano a Rho in occasione dell’Expo, che vede quotidianamente l’utilizzo da parte di quasi 50.000 pendolari che lamentano frequenti ritardi e tempi di percorrenza paragonabili a quelli del secolo scorso (per fare 60 chilometri si impiega oltre un ora e mezza). Solo nel mese di settembre sono stati oltre 100 i ritardi collezionati, una media superiore ai 4 ritardi al giorno, anche nei weekend", scrive Legambiente.

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In Lombardia, inoltre, l’età media dei treni è di circa 22 anni che scende però a 7,5 considerando i "revamping", la ristrutturazione del materiale rotabile. Nonostante ciò, vista la grande quantità di pendolari, l’usura dei convogli incide sulla qualità del servizio sulle linee, a partire dalla Milano-Lecco-Tirano, altra linea spesso "casa" di disagi. E nel quinquennio 2010-2015, nella Regione, le tariffe sono aumentate del 30,3%, la terza percentuale in Italia più alta dopo Piemonte e Liguria.

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