Il killer del tribunale non risponde al pm: “E’ in stato confusionale”

Lunedì mattina, durante l'interrogatorio di garanzia in carcere, Claudio Giardiello si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo legale: "Non può sostenere l'interrogatorio"

Di nuovo lo stesso copione. Di nuovo la stessa risposta: il silenzio. E’ mancato soltanto il malore lunedì mattina, ma le scene alle quali hanno assistito magistrati e carabinieri sono state praticamente le stesse: il presunto killer in silenzio difronte a loro. Per la terza volta. 

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, durante l’interrogatorio di garanzia in carcere, Claudio Giardiello, l’imprenditore cinquantasettenne che giovedì mattina ha aperto il fuoco nel tribunale di Milano, uccidendo tre persone e ferendone altre due

Lunedì mattina, il gip Patrizia Gallucci - alla presenza del pm Franca Macchia e dell’avvocato dell’indagato, Nadia Savoca -, ha cercato di interrogare Giardiello nel carcere San Quirico di Monza. Ma l’ex imprenditore fallito, animato dal desiderio di vendetta, si è chiuso in un lungo silenzio e si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

“È ancora in stato confusionale e non può sostenere l’interrogatorio”, ha spiegato il suo legale. L’avvocato Savoca ha poi chiarito che, dopo gli accertamenti medici a cui è stato sottoposto Giardiello, gli specialisti hanno stabilito che “è cessato il legittimo impedimento”. Tradotto: lunedì mattina, Giardiello ha scelto volontariamente di non rispondere a giudice e pm. 

E’ la terza volta, questa, che chi indaga si scontra con il silenzio del presunto assassino. Sabato, poco prima dell’inizio dell’interrogatorio, il presunto killer aveva accusato un malore ed era svenuto. Al suo risveglio non aveva riconosciuto né il suo legale, né il giudice, scambiando entrambi per suoi parenti. Lo stesso era accaduto giovedì scorso, subito dopo l’arresto, quando l’imprenditore si era sentito male nella caserma dei carabinieri di Vimercate ed era stato trasportato al pronto soccorso della città brianzola. 

Per fare luce sui frequenti malori di Giardiello, sabato, proprio dopo l’interrogatorio rinviato, il gip ha disposto una perizia psichiatrica sull’indagato. Anche perché le voci che arrivano dal carcere non sono rassicuranti. 

“Non si può dire che Giardiello stia prendendo coscienza dell’assurdità della sua azione criminale - dicono da San Quirico - ma sembra assente, quasi perso, sgonfiato”.

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