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Cronaca / San Donato / Viale Enrico Fermi

I due uomini che tentano di clonare le carte di credito di chi si ferma a fare benzina

A notarli un uomo fermo alla stazione di servizio che ha subito contattato la questura

Quei due uomini che armeggiavano vicino alla pompa di benzina lo hanno insospettato. A quel punto l’uomo ha telefonato alla sala operativa della questura di Monza per segnalare quello che stava avvenendo. Alla fine è risultato che quei due uomini – di 56 e 57 anni, entrambi originari della Bulgaria – tentavano di clonare le carte di credito di ignari clienti impegnati a fare rifornimento alla pompa self-service.

Il fatto è accaduto nel pomeriggio del 4 luglio a Monza in un’area di servizio lungo viale Fermi. Ricevuta la telefonata i poliziotti si sono recati subito sul posto. I due uomini, secondo quanto riferisce la questura monzese, si erano avvicinati alla colonna self-service e mentre uno  iniziava ad armeggiare con  lo  schermo, l’altro armeggiava sotto un tavolino vicino. Poi, parcheggiata l’auto, si sono seduti e hanno mangiato qualcosa, sempre con lo sguardo fisso verso la colonnina del rifornimento. Poi, ogni volta che un automobilista si fermava a far benzina, uno dei due entrava nell’auto e iniziava ad armeggiare con il cellulare.

All’arrivo dei poliziotti i due uomini sono stati immediatamente controllati e non rispondevano alle domande degli agenti in merito alla loro presenza in quell’area di servizio, ma continuavano ad avere lo sguardo fisso verso il tavolino vicino alla colonna del self-service. Gli agenti hanno controllato e hanno trovato un dispositivo elettronico fissato con nastro biadesivo. Da ulteriori verifiche è emerso che i due cittadini bulgari avevano 6 carte di credito/debito di diversi istituti bancari, nominative ed intestate a terze persone. All’interno dell’auto, presa a noleggio, c'era un rotolo di nastro biadesivo come quello utilizzato per  fissare lo strumento elettronico al tavolino. Si trattava di un’apparecchiatura utilizzata per catturare i dati delle carte di credito a distanza,  per poi procedere alla loro clonazione ed effettuare indebiti prelievi di denaro contante o acquisti a danno degli ignari titolari.

I due stranieri sono stati accompagnati in questura dove, sottoposti ad ulteriori accertamenti, è emerso che erano già noti alle forze dell’ordine: il 56enne era stato segnalato per introduzione in Italia e commercio di prodotti con segni falsi, mentre il 57enne aveva precedenti segnalazioni per ricettazione, furto ed uso di atto falso, nonché per accesso abusivo a un sistema informatico o telematico e frode informatica, per i quali aveva già scontato nel 2010 una condanna ad un anno e 4 mesi di reclusione.

Al termine degli accertamenti sono stai indagati in stato di libertà per detenzione di apparecchiature, dispositivi o programmi per la clonazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti e nel contempo il questore Marco Odorisio ga attivato l'Ufficio Immigrazione disponendo nei confronti del 57enne il provvedimento di allontanamento dall’Italia entro 10 giorni.

L'apparecchio usato per la clonazione delle carte di credito

apparecchio clonazione

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