Codacons su grandi studi legali e affari Expo 2015

Su Expo 2015 interviene il Codacons che ha presentato un esposto all'Antitrust e all'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Su Expo 2015 interviene il Codacons che ha presentato un esposto all'Antitrust e all'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici, oltre che all'Organismo di vigilanza dell'Expo, al Bureau International des Expositions di Parigi, all'Ordine degli avvocati di Milano e a svariati altri enti, dalla Regione Lombardia al Comune di Milano, oltre ad un contestuale atto di diffida.

A finire nel mirino dell'associazione alcuni articoli di giornali dai quali risulterebbe che alcuni grandi studi legali aspiranti ad avere incarichi dall’Expo 2015 sarebbero favoriti nella corsa agli appalti dei servizi legali . Il CODACONS – organizzazione che si è candidata a difendere i cittadini di Expo - ha quindi chiesto alle autorità di verificare se essi abbiano avuto rapporti professionali con imprese direttamente o indirettamente interessate ad appalti e servizi per l’Expo stesso. E anche come sia possibile che prima delle gare alcuni studi si sentano tra i futuri assegnatari degli appalti.

E' evidente che se fosse vero si tratterebbe  di una incompatibilità insuperabile. Per questo nell'esposto si chiede a tutti gli enti ed organismi preposti al controllo di verificare se esistano tali rapporti professionali che renderebbero impossibile affidare a detti studi alcun incarico e contestualmente si diffidano tali organismi "al rispetto, in conformità con l’art.97 della Costituzione e gli artt. 323 e 328 del c.p.  dei principi etici richiamati per quanto attiene in particolare il bando che metterà in gara i servizi legali legati alla manifestazione Expo 2015".

Se non arriverà una risposta esauriente il Codacons annuncia fin d'ora che le carte finiranno alla Procura della Repubblica di Milano per gli opportuni accertamenti.

Si ricorda che per Expo 2015 è stato introdotto un apposito Codice Etico dal quale risulta che "le attività di Expo 2015 devono essere svolte in un quadro di trasparenza, onestà, correttezza, buona fede …", che  l’affidamento e l’esecuzione di opere e lavori pubblici deve "rispettare i principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità e pubblicità", garantendo "a tutti gli operatori economici, a parità di condizioni, pari opportunità di partecipazione alle fasi di selezione del contraente". Inoltre è prevista "la separazione dei ruoli tra la funzione che richiede l’esecuzione dei lavori o la prestazione dei servizi o la fornitura dei beni e quella che stipula il relativo contratto" ed, infine, nelle procedure di gara ci si impegna a "garantire l’imparzialità in ogni fase del procedimento" e a "denunciare tempestivamente ogni eventuale o potenziale conflitto di interesse".

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