Cronaca

Benedetta canapa: l' "erba" salva l'attività di due imprenditori brianzoli

La storia di Emanuela e Francesco: da vent'anni si sono trasferiti in Toscana dove hanno un vivaio. Ma il lockdown ha fatto crollare le vendite. A tener su il fatturato la canapa

Salvati dalla canapa. Può sembrare strano eppure è quello che è capitato a una coppia di vivaisti monzesi: il lockdown ha fatto precipitare gli acquisti delle piante ornamentali, ma per fortuna a tenere un po’ su il fatturato ci ha pensato la canapa.

Dalla Brianza alla Toscana: una vita in mezzo al verde

Una storia particolare quella di Emanuela Delucci, 48 anni di Monza, e del marito Francesco De Filippo, 54 anni di Villasanta. Da oltre vent’anni la coppia si è trasferita in Toscana: stanchi della vita in Brianza dove Emanuela lavorava come operaia e Francesco come artigiano, hanno fatto i bagagli e hanno preso casa a Pitigliano, uno dei borghi più belli della Maremma Toscana. “Ci siamo innamorati di quel borgo per caso – racconta Emanuela -. Durante una trasferta da un amico. Abbiamo deciso di iniziare insieme una nuova vita, più tranquilla e in mezzo alla natura. Inizialmente volevamo aprire un agriturismo, ma l’impresa era troppo impegnativa”. Colline, buon cibo, buon vino, gente semplice: i due brianzoli si sono subito ambientati e nel 1998 hanno inaugurato il loro vivaio. “Da oltre vent’anni portiamo avanti l’attività con passione – prosegue -. Produciamo piante ornamentali, da interno, da esterno, stagionali e grasse. Poi nel 2019 mio marito ha deciso di provare a produrre anche la canapa, naturalmente seguendo tutti i limiti di legge”.

"Il crollo delle vendite delle piante: in tanti a comprare canapa"

Francesco si è rimesso sui libri: dalla teoria è passato alla pratica, ha studiato caratteristiche e bisogni della pianta, le ore di esposizione alla luce, il concime, l’irrigazione e nel giro di due anni è riuscito a ricavare nel vivaio di 5 mila quadrati anche un angolo dedicato a questa coltivazione. “Che l’anno scorso, in pieno lockdown, è stata la nostra salvezza – spiega Emanuela -. Le vendite delle piante sono crollate. Se non fosse stato per la canapa sarebbe stato un disastro. Abbiamo fatto un raccolto di 40 kg”.
L’identikit del cliente è vario: ragazzi, ma anche adulti. “Abbiamo realizzato un sito Internet, e iniziato a inviare il prodotto anche ad alcuni negozi di Roma – conclude -. Speriamo di allargare il mercato anche nella nostra amata, e mai dimenticata Brianza”.

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