Una tutina per monitorare i neonati nelle prime ore di vita e le emozioni dei bimbi autistici

La rivoluzione che unisce la tradizione tessile e l'innovazione della tecnologia parte da Monza con la start up Comftech di Alessia Moltani

Creare dispositivi tessili indossabili per misurare i parametri vitali e monitorare l'attività neonatale, per interpretare lo stato d'animo dei bambini autistici ma anche lo stato di salute di mamme in dolce attesa durante l'attività fisica e sportivi di professione. E' questa sfida di Comftech, la start up monzese, oggi trasformatisi in piccola-media impresa, nata dall'idea e dal progetto di Alessia Moltani.

Monzese, con tre generazioni di esperienza in campo tessile alle spalle, Alessia ha voluto innovare percorrendo le orme della tradizione di famiglia. "Provengo da un'esperienza di estrazione tessile con una famiglia di produttori di abbigliamento da generazioni" ha spiegato l'imprenditrice che qualche anno fa, grazie alla collaborazione con alcuni neonatologi e il Politecnico di Milano, ha dato vita al progetto che si è trasformato, passo dopo passo, in realtà. Dopo un lungo periodo di incubazione, fatto di studio e sperimentazione e dopo diversi brevetti depositati e bandi vinti, ora il progetto è entrato nella seconda fase di trialing clinico e presto, si spera, si approderà alla messa in commercio. 

"Ci occupiamo di sistemi di monitoraggio indossabili e progettiamo indumenti dotati di sensori in grado di rilevare il battito cardiaco, il respiro e i parametri vitali di chi li indossa con i dati che vengono inviati in remoto a sistemi di analisi appositamente studiati" spiega Alessia Moltani che ha preso parte anche alle attività organizzate nell'ambito della Startup Academy di UniCredit Start Lab, dedicata alle imprese innovative che, nel corso degli scorsi mesi, hanno superato le selezioni delle commissioni composte da aziende Corporate specializzate nell’analisi dei migliori business plan presentati alla banca in ambito Life Science, Clean Tech, Digital e Innovative Made in Italy.

Il progetto, denominato "New Moon", Nuova Luna, nell'ambito del Programma Europeo per la Ricerca Horizon 2020, che la start up si è aggiudicata, prevede l'impiego di questi dispositivi per monitorare il neonato e i suoi paramentri vitali nelle prime ore di vita. Si tratta di un piccolo coprispalle e di una fascetta in tessuto da applicare intorno al torace del neonato durante la fase di bonding, quel momento di contatto pelle a pelle tra la mamma e il bambino, che avviene subito dopo il parto quando la neomamma stringe fra le braccia nel primo abbraccio di amore il piccolo. "I minuscoli sensori tessili brevettati non contengono parti in metallo o plastica e consentono attraverso questo piccolo e comodo indumento delicato di monitorare i parametri vitali nei delicati momenti successivi al parto senza interferire durante il primo contatto pelle a pelle tra mamma e bambino" spiega Alessia. 

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Nonostante abbia la forma e l'aspetto di un semplice indumento da indossare si tratta di un dispositivo sofisticato e tecnologico dove la tradizione dell'arte tessile ha incontrato la tecnologia. La start up monzese, che si occupa anche di monitoraggio durante l'attività sportiva della mamma in gravidanza e di abbigliamento sportivo per squadre di calcio professionistico, con la società WitSense, è impegnata anche in un progetto che punta a sviluppare sistemi di monitoraggio indossabili dedicati a bambini autistici. Sensewear, che è tra i progetti finalisti di un bando di Regione Lombardia (Il Coraggio di Innovare), vuole sviluppare indumenti che incorporano sensori tessili in grado di raccogliere parametri vitali di chi li indossa che vengono poi processati da un applicazione che insieme a dati relativi a frequenza cardiaca e respiratoria possono anche rivelare informazioni preziose sullo stato d'animo e sulle emozioni che i bambini o i ragazzi autistici hanno difficoltà a far emergere.

"Stiamo sviluppando un algoritmo in grado di interpretare oltre alle funzioni vitali anche lo stato emotivo di chi li indossa" spiega Alessia Moltani illustrando la tecnologica rivoluzione partita da Monza.

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