Concorezzo, la crisi di Acquaworld allarma i dipendenti

Gli stipendi arrivano a singhiozzo, gli orari sono ridotti: dopo il passaggio di mano e l'uscita di scena della cooperativa Alis, la situazione è ancora molto problematica

Acquaworld a Concorezzo

CONCOREZZO - Caos all'interno del parco acquatico coperto Acquaworld: i lavoratori lamentano il mancato rispetto del contratto, delle ore di lavoro concordate, e una pianificazione mensile dei turni equamente distribuita sul personale.

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Non solo, sembra che i dipendenti non ricevano copia della busta paga. La crisi è cominciata nell'estate del 2012, quando gli stipendi erogati dalla cooperativa Alis hanno cominciato a tardare. Il 26 ottobre l'ultimo pagamento, relativo al mese di settembre. Poi il cambio di cooperativa: subentra la New Service, che spinge - secondo i sindacati - i lavoratori a firmare contratti in cui rinunciavano ai diritti sindacali e si riducevano "volontariamente" il monte ore. Molti, per paura di perdere il posto, hanno firmato. Ma - afferma la CGIL, da allora c'è stato sostanziale disinteresse nei confronti delle problematiche dei dipendenti.

"L'unico interesse della proprietà è quello economico - accusano i lavoratori - tanto che dopo le feste di Natale  non si sono fatti problemi a comunicare con un avviso affisso in bacheca e senza alcuna spiegazione che il centro sarebbe rimasto chiuso dal lunedì al giovedì.

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Il sindacato ha chiesto, da subito, l'avvio delle pratiche per la richiesta della cassa integrazione in deroga, firmando l'accordo a fine gennaio, per un monte ore complessivo di quasi 12000 ore per 34 lavoratori.  "Ma la situazione non è più sostenibile" - affermano i dipendenti - "anche perchè si è creata una divisione tra chi  fa doppi turni e chi invece lavora solo 11 ore alla settimana". "Rivolgo un appello alla Bluewater (la società committente che ha dato in appalto il servizio alla New Service, ndr) per sederci attorno a un tavolo e cercare una soluzione" - afferma Michele Giandinoto di CGIL - Noi vogliamo che l'attività continui, ma  non possono disinteressarsi  di quanto sta accadendo".

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