Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Asfalti Brianza: "I dati di Arpa, il rischio cancerogeno è 30 volte superiore al limite"

L'allarme del Comitato di quartiere di Sant'Albino che dal 2014 denuncia la pericolosità delle emissioni dell'azienda di Concorezzo. Il sindaco Capitanio difende il suo operato

Arpa esegue i campionamenti sulle emissioni di Asfalti Brianza e i risultati sono allarmanti: il rischio tossicologico è 40 volte superiore al limite massimo, e il rischio cancerogeno è 30 volte superiore al limite ritenuto "accettabile". Il Comitato di quartiere di Sant’Albino è da anni che denuncia il problema, oggi confermato anche dai tecnici dell’Agenzia regionale protezione ambiente. “Il rischio cancerogeno – spiega il Comitato sul suo blog – si riferisce ai danni futuri, alle nuove generazioni, ai nostri figli e ai nostri nipoti”.

La prima denuncia nel 2014, oggi la conferma

Un rischio che fin dal 2014 il Comitato aveva sospettato. Preoccupato, non tanto dai miasmi provenienti dall’azienda di Concorezzo che produce bitume, quanto invece dalle particelle emesse. Fin da allora il Comitato di quartiere di Monza – poi supportato da altri gruppi, anche di Agrate, Brugherio e Concorezzo – ha sollecitato analisi e controlli chiedendo la chiusura dell’azienda o almeno il suo spostamento lontano dalle abitazioni. Dopo le supposizioni adesso arriva la conferma. “Una prima conferma ai nostri sospetti era arrivata già un anno fa – spiega il Comitato -. Nel giugno 2020 Arpa aveva effettuato quei controlli al camino dell’azienda: in 9 verifiche su 14 il benzene (sostanza potenzialmente cancerogena e mutagena) è risultato fuori norma. A questo punto la Procura della Repubblica ha emesso un sequestro per emissioni illecite, facendo seguito ad altro sequestro per gestione illecita dei rifiuti”. 

"C'è di mezzo la salute dei nostri figli e nipoti"

A un anno di distanza una nuova conferma. Ad aprile nuovi campionamenti mediante centraline posizionate a Concorezzo e Sant'Albino. I dati raccolti da Arpa e trasmessi ad Ats non lasciano spazio al dubbio: il rischio tossicologico è 40 volte superiore al limite massimo e il rischio cancerogeno è 30 volte superiore al limite ritenuto "accettabile". Dati che vengono immediatamente inviati al Prefetto e al comune di Concorezzo. “I risultati sono angoscianti – ribadisce il Comitato di quartiere di Sant’Albino -. Si noti bene che per le sostanze cancerogene non esiste alcun limite di soglia sotto il quale non vi sia danno. Qualsiasi quantitativo sopra lo zero è inquinante". Il Comitato critica i forti ritardi da parte delle istituzioni. “Le lamentele sono iniziate nel 2014 – ribadiscono -. Nel 2016 un comitato di Concorezzo aveva sollevato la questione dati alla mano, e perfino nella relazione autoprodotta da Asfalti Brianza nel 2018 si ammettevano queste emissioni potenzialmente cancerogene. Ci sono almeno anni di ritardo rispetto ad interventi di tutela della salute che avrebbero dovuto essere immediati”.

"Agiremo per vie legali"

Una critica diretta alle amministrazioni comunali che si sono susseguite a Concorezzo negli ultimi sette anni. “Il fermo dell'azienda è solo frutto delle indagini e delle iniziative della Procura – precisa il Comitato -. Il sindaco di Concorezzo anziché muoversi per far chiudere l’azienda le suggerisce di chiedere una nuova autorizzazione. Noi ci mobilitiamo per la salute dei nostri figli e dei nostri nipoti e lanceremo una raccolta fondi per pagarci le spese legali”.

Capitanio: "L'azienda è chiusa, io sto con i cittadini"

Il primo cittadino di Concorezzo risponde. “L’azienda è chiusa da luglio 2020. Da dicembre 2020 è stata anche revocata l’autorizzazione per la gestione di rifiuti.  Nel 2021 non è stata accolta la sua istanza per modifica sostanziale della sua autorizzazione che avrebbe portato un incremento dei volumi di produzione e degli orari di funzionamento. Il Comune di Concorezzo sta continuando il suo percorso di indagine ed analisi: è stata chiesta un’ulteriore analisi della qualità dell’aria ad azienda chiusa per verificare la situazione senza l’impatto del processo produttivo.  Il Comune incontrerà a breve la Provincia per una revisione dell’autorizzazione vigente in possesso dell’azienda e continuerà ad approfondire con tecnici del settore gli esiti consegnati da Ats, effettuando ulteriori campionamenti. C’è la massima solidarietà e vicinanza ai cittadini che da anni denunciano questa vicenda e la massima determinazione a chiudere questo iter, continuando a lavorare seriamente e soprattutto concretamente”.

Capitanio difende il suo operato: "Ecco che cosa ho fatto"

Il sindaco difende il suo operato e ripercorre gli interventi portati avanti dalla sua Amministrazione nell’annosa vicenda di Afalti Brianza. “Abbiamo lavorato insieme alla Prefettura, alla Procura, alla Regione, alla Provincia, ai Comuni limitrofi, ai carabinieri e vigili del fuoco oltre ad enti tecnici come Ats, Ato e Arpa – spiega Mauro Capitanio -. A settembre 2019 è scattato il sequestro preventivo dell’azienda in questione per gestione illecita dei rifiuti.  A novembre 2019 il funzionamento dell’azienda è stato portato da 8 ore giornaliere a 4,5 ore giornaliere. Da marzo 2020 la produzione viene bloccata per le normative anti-Covid per poi riprendere a metà Aprile con orario ridotto. Il 5 luglio 2020, a fronte delle numerose segnalazioni dei cittadini e del confronto con alcuni medici, con una mia ordinanza sindacale si è imposta la chiusura immediata dell’azienda fino al 15 luglio 2020. Il 28 luglio 2020 la Provincia ha disposto la chiusura dell’azienda fino al 30 settembre 2020. Il 29 Settembre 2020 la Provincia ha prorogato la chiusura dell’azienda, chiusura che è ancora in essere. Il 15 dicembre 2020 la Provincia  ha vietato all’azienda la prosecuzione dell’attività di messa in riserva e recupero rifiuti non pericolosi. Ad Aprile 2021 anche grazie al parere negativo del Comune di Concorezzo è stato negato all’azienda un incremento di orari e volumi di produzione”.

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