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Cronaca

Un carico di 450 chili di hashish nel box, condannata la "signora della droga" della Brianza

Jona Mullaraj, 36 anni, pasionaria della Lega - estranea alle accuse e alle indagini - è stata condannata a tre anni e otto mesi con rito abbreviato dal gup del Tribunale di Monza Silvia Pansini. Il legale ha annunciato il ricorso in appello

Tre anni e otto mesi. Questa la condanna stabilita dal gup del Tribunale di Monza Silvia Pansini per Jona Mullaraj, 36 anni, imprenditrice nel campo edile di origini albanesi e pasionaria della Lega (il partito è estraneo alle indagini e alle accuse). La 36enne, accusata di essere al vertice di un traffico di droga da oltre quattro quintali di droga aveva optato per il rito abbreviato e ora il legale, l'avvocato Gianluca Crusco, ha annunciato il ricorso in appello.

Jona Mullaraj che sul suo profilo Facebook collezionava foto con politici locali e non solo (tra gli scatti anche un selfie con Matteo Salvini) era stata arrestata a dicembre dello scorso anno a conclusione di una indagine dei carabinieri della compagnia di Desio. Nel frattempo la 36enne era tornata in libertà perchè erano scaduti i termini di custodia cautelare. Insieme alla donna erano stati arrestati anche i "collaboratori".

La vicenda

Trentasei anni, a capo di una società impegnata nel settore delle costruzioni e nel suo passato qualche piccolo precedente per truffa. Una donna "insospettabile" - come l'hanno definita gli inquirenti - se non fosse che a dicembre, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP su proposta della Procura della Repubblica di Monza, la 36enne era finita in manette con l'accusa di essere al vertice di un giro di droga del valore di quasi un milione e mezzo di euro con mezza tonnellata di hashish che all'esito delle indagini è stata ricondotta proprio a lei. Una vicenda giudiziaria che, si specifica, non coinvolge alcun esponente politico. Insieme alla donna, M. J., cittadina di origine albanese ma in Italia da anni, residente a Saronno, erano finite in manette altre quattro persone tra cui il braccio destro della 36enne, l'uomo che secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Desio, avrebbe avuto il compito di custodire per conto della donna lo stupefacente - 450 chili di hashish - e poi l'avrebbe tradita, simulando un furto e svuotando il garage per poi rivendere la droga in proprio.

Il finto furto della droga nel box

Un tradimento che lo ha invece messo nei guai, portando i carabinieri proprio in quel garage di Cesano Maderno preso in affitto dalla donna con documenti fittizi intestati a una prestanome per tenere al sicuro il carico. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Desio erano iniziate nella scorsa primavera quando ad aprile è giunta notizia tramite fonti investigative dell'arrivo di un ingente quantitativo di droga in Brianza. Un carico da 450 chili di hashish che qualcuno si stava premurando di ricevere e sistemare, cercando appartamenti o garage da affittare nella zona. Ed è iniziata l'attività di indagine che ha portato i militari dell'Arma della Sezione Operativa di Desio a effettuare appostamenti, controlli e intercettazioni telefoniche fino a monitorare i soggetti che avevano individuato un box a ridosso della Milano Meda appunto a Cesano Maderno. Un garage preso in affitto con i documenti di una prestanome italiana - una donna inserita all'interno di un asset societario di una impresa riconducibile alla 36enne ma ignara di tutto - dove la donna appunto non figurava come locataria ma la "regista" che, dietro le quinte - preoccupandosi di non lasciare tracce - organizzava, incaricava e demandava, delegando appunto il compito della custodia dello stupefacente a un collaboratore che riteneva di fiducia. E che poi invece l'ha tradita.

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