Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Carate Brianza, controlli sul ponte di Realdino: indagini a 20 metri di profondità

Le operazioni dureranno due settimane e verranno svolte alla base del pilone centrale e delle due fondazioni delle arcate: nessun disagio al traffico è previsto per la viabilità superiore di Viale Trento e Trieste

Dopo i controlli su quattro ponti della Milano-Meda nei prossimi giorni prenderanno il via le indagini geognostiche sul ponte di Realdino, a Carate Brianza. Per i dati relativi alle rilevazioni sui ponti P2, P4, P5 e P6 della SP Milano-Meda ci vorranno circa due settimane per l’elaborazione a tavolino dei dati rilevati in sito.

Lungo le corsie in direzione Como si sono registrati alcuni disagi al traffico, l’assenza di impianti di telecomunicazioni interrati lungo la banchina in direzione Milano ha permesso di confinare il cantiere al margine della carreggiata, mantenendo di fatto, per buona parte dei giorni, la regolare percorrenza in tutte le corsie di marcia.

Controlli al ponte di Realdino, due settimane di interventi

A partire dal 23 agosto, per circa due settimane, si proseguirà con le indagini geognostiche e geofisiche presso il Ponte P4 pk 27+141 SP n. 6 “Monza-Carate” (SP n. 6 viale Trento e Trieste superamento fiume Lambro, località Carate Brianza) - ovvero il viadotto monumentale “Realdino” su fiume Lambro, in viale Trento e Trieste a Carate Brianza.

Le operazioni verranno svolte alla base del pilone centrale e delle due fondazioni delle arcate, ragione per cui nessun disagio al traffico è previsto per la viabilità superiore di Viale Trento e Trieste (SP6). Viceversa, le strade comunali sottostanti, vie Leonardo Da Vinci e Isonzo, saranno interessate da restringimenti di carreggiata, assicurando tuttavia la viabilità locale esclusivamente di tipo residenziale. In particolare, le indagini geognostiche consisteranno in perforazioni verticali a carotaggio sino a profondità 20 m, con contestuale esecuzione di prove in sito e posa di piezometro.

Le indagini geofisiche permetteranno invece la ricostruzione del sottosuolo sino a 30/40 m di profondità, attraverso la misura delle onde superficiali registrate da una serie di geofoni posti lungo stendimenti rettilinei di circa 50 m e collegati a sismografi. A tali operazioni, necessarie per la verifica complessiva dello stato del viadotto, si è aggiunta l’implementazione dell’impianto di monitoraggio dinamico in continuo (24/24 h) ad alcuni piedritti del ponte e lo svolgimento, lo scorso giugno, di una breve campagna di rilievo traffico.

Nel prossimo mese di settembre si proseguirà prima con lo svolgimento di specifiche indagini sui materiali costituenti la struttura, poi con la prova di carico finale. 

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