Coronavirus: forse aumenteranno le zone rosse in Lombardia. Si pensa al Bergamasco e al Cremonese

Gli aggiornamenti di sabato 7 marzo 2020. Fontana riunisce i capigruppo di maggioranza e opposizione

La giornata di sabato 7 marzo 2020, in Lombardia, per quanto riguarda il contagio da Coronavirus, si apre con il bilancio del giorno di venerdì 6 marzo di 2.612 casi accertati, con 1.622 persone ricoverate negli ospedali regionali e 309 in terapia intensiva: guariti in 469, deceduti 135. Secondo i dati forniti da Palazzo Lombardia il 36% dei contagiati dal Coronavirus supera i 75 anni, il 20% è tra i 65 e 74 anni, il 25% ha tra 50 e 64 anni, il 17% è tra i 25 e i 49 anni e l'1% ha tra i 18 e i 24 anni, infine l' 1% ha meno di 18 anni.

Il focus delle autorità regionali è quello di reperire posti letto per la terapia intensiva, chiudendo reparti di ospedale e precettando i medici che si occupano di altro. Regione sta reperendo anche medici e personale infermieristico da assumere, ed ha anche deciso di sospendere le visite ambulatoriali differibili e non urgenti: da lunedì 9 marzo, infatti, i medici non potranno prescrivere prestazioni non urgenti; e sono in via di sospensione anche quelle già prenotate.

"La diffusione del virus si è "sviluppato con velocità fulminea" sul territorio regionale. Lo ha sottolineato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera durante la conferenza stampa di venerdì 6 marzo mostrando le slide con le mappa dei contagi in lombardia dal 22 febbraio al 5 marzo. L'assessore al Welfare ha poi ribadito che "il sistema sanitario lombardo" ha fronteggiato la situazione "con uno sforzo gigantesco".

Coronavirus: forse altre zone rosse in Lombardia

E potrebbero crescere le zone rosse in Lombardia, dove prendere provvedimenti ancora più drastici come attualmente accade nei dieci Comuni della provincia di Lodi considerati il centro del focolaio di Covid-19, nonché nel Comune di Vo', in Veneto. Allarme si era creato nella giornata di venerdì 6 marzo in merito ad alcune dichiarazioni del presidente dell'Istituto superiore della sanità, Silvio Brusaferro, interpretate come l'intenzione di rendere l'intera Lombardia una zona rossa. 

Ma Brusaferro ha poi chiarito che in alcune aree lombarde i contagi sono più rapidi che in altre, e che quindi alcune di queste potrebbero diventare zone rosse. Il presidente dell'Iss ha poi aggiunto la raccomandazione che le persone in quarantena rispettino questo provvedimento e non escano di casa per recarsi in luoghi pubblici. 

Per quanto riguarda le altre zone in cui estendere le misure restrittive, si pensa ad aree delle province di Bergamo e Cremona. Il governatore Attilio Fontana intanto ha riunito i capigruppo di maggioranza e opposizione in consiglio regionale.

Coronavirus: contagiato poliziotto scorta Matteo Salvini

Durante la giornata del 6 marzo è stato reso noto che un agente di polizia, facente parte della scorta dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, è risultato positivo al Coronavirus: si tratta di un poliziotto che, negli ultimi tempi, non è mai entrato in contatto con il politico milanese, leader della Lega. Salvini ha commentato spiegando di stare bene e di essere disponibile a fare tutto quello che gli chiederanno le autorità sanitarie, tampone compreso.

Coronavirus: i "contagiati eccellenti"

Oltre all'assessore regionale lombardo allo sviluppo economico Alessandro Mattinzoli, alla sindaca di Piacenza Patrizia Barbieri e a due assessori regionali dell'Emilia Romagna, Raffaele Donini e Barbara Lori, si è saputo che sono risultati positivi al test del Coronavirus anche il questore di Bergamo Maurizio Auriemma, il prefetto di Brescia Attilio Visconti e la prefetta di Bergamo Elisabetta Margiacchi.

Chiesa: messe celebrate senza fedeli anche domenica 8 marzo

Intanto i vescovi lombardi, insieme a quelli veneti ed emiliano-romagnoli, hanno reso noto che nelle diocesi dei territori coinvolti, a seguito del decreto della presidenza del consiglio anche domenica 8 marzo e per i giorni feriali successivi è sospesa la celebrazione dell'Eucarestia con la presenza dei fedeli, mentre i sacerdoti celebreranno senza il popolo. Le chiese rimarranno tuttavia aperte per la preghiera personale e per l'incontro individuale con i sacerdoti.

Inizialmente la sospensione era stata stabilita per le messe feriali fino a sabato 7 marzo, poi la nuova comunicazione, sottolineando che i provvedimenti governativi vogliono "arginare il rischio del contagio del “coronavirus” ed evitare il sovraccarico del sistema sanitario". 

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"La situazione di disagio e di sofferenza del Paese è anche la sofferenza di tutta la Chiesa. Per questo motivo, noi Vescovi, invitiamo i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i laici a continuare a tessere con passione i rapporti con la Comunità Civile e ad assicurare la vicinanza nella preghiera a tutti coloro che sono colpiti", si legge nella nota della conferenza episcopale lombarda.

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