Cronaca Correzzana / Via Enrico Fermi

Retroscena caso Harlan: dipendente di Fiumicino avvertì gli animalisti

Un anonimo lavoratore di turno allo scalo romano contattò l'associazione animalista Freccia 45. Lo riferisce la presidente Susanna Chiesa, che avverte: le scimmie non sono salve

Ecco il retroscena del caso Harlan: sarebbe stato un addetto alla sicurezza dell'aeroporto di Fiumicino a notare "movimenti insoliti" all'interno del terminal. Ad aumentare i sospetti dell'uomo anche la presenza di gabbie, fatto a quanto pare insolito nello scalo romano. Lo riferisce l'agenzia di stampa Gea Press. Il dipendente si sarebbe quindi messo in contatto con l'associazione animalista Freccia45, che opera nella provincia di Lecco e dintorni, che avrebbe poi avvertito Paolo Berizzi di Repubblica.


A raccontarlo, Susanna Chiesa, presidente di Freccia 45. Di lì a pochi giorni sarebbe arrivato  l'articolo sul quotidiano romano che ha aperto il caso della ditta americana con sede a Correzzana.
Quasi in contemporanea, continua l'agenzia di stampa,  un altro annuncio veniva dato dall'associazione "100%animalisti", che già a gennaio aveva organizzato una manifestazione davanti ai cancelli della ditta.


Secondo Chiesa, il presidente della Harlan David Broken starebbe temporeggiando e non avrebbe confermato che i 104 macachi sono in salvo, così come riportato dalla stampa nei giorni scorsi. L'affermazione è stata fatto durante il colloquio che il manager americano aveva avuto con la parlamentare Michela Brambilla.

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