Corruzione dietro l'acquisizione di Villa Bagatti Valsecchi a Varedo: sequestro da tre milioni di euro

Il valore esorbitante attribuito all'immobile è emerso dai numerosi documenti sequestrati dagli investigatori nel corso delle perquisizioni effettuate. L'indagine

Villa Bagatti Valsecchi

Qualche avvisaglia che l’acquisizione di Villa Bagatti Valsecchi da parte del comune di Varedo non fosse stata completamente trasparente c’era già da tempo e, sulla trattativa e il conseguente accordo economico, la Guardia di Finanza della Tenenza di Seveso indagava da un po'.

Martedì mattina è stata data esecuzione da parte delle Fiamme Gialle brianzole a un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Monza di beni immobili e disponibilità finanziarie per un valore di 3, 3 milioni di euro pari agli illeciti profitti conseguiti da vari soggetti coinvolti nell’acquisizione di Villa Bagatti Valsecchi da parte dell’amministrazione comunale. L’operazione, ribattezzata “Villa Munda”, ha fatto emergere condotte corrotte di alcune personalità coinvolte nella trattativa, compresa l’architetto che all'epoca dei fatti era consigliere comunale di Varedo, Presidente della Commissione Risorse Territoriale e, insieme, in contrasto con il principio di imparzialità, anche consulente incaricato dalla società privata aspirante venditrice del compendio immobiliare.

Dall’indagine condotta dalla Tenenza di Seveso coordinata dalla Dott.ssa Franca Macchia, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Monza, è emerso un accordo illecito stretto tra la parte privata venditrice (una società con sede a Milano) e l’architetto Padoan, all’epoca consigliere comunale del Comune di Varedo. Grazie a un versamento pari a 300mila euro, documentato dalle Fiamme Gialle, l’architetto avrebbe acconsentito a gonfiare ad arte la perizia di valutazione dell’immobile ottocentesco facendo arrivare, sulla scorta di una relazione redatta da un professionista compiacente, il valore della Villa a sei milioni euro, più del doppio rispetto al suo reale valore di mercato. L’illecita operazione, che ha fatto emergere un conflitto di interessi, ha comportato anche un danno economico all’amministrazione pubblica, danneggiata dalla trattativa disonesta.

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Il valore esorbitante attribuito all’immobile è emerso dai numerosi documenti sequestrati dagli investigatori nel corso delle perquisizioni effettuate. Di fondamentale importanza per l’indagine è stata la scoperta e il sequestro di un “memorandum”, attribuibile al privato venditore, nel quale gli inquirenti, oltre all’effettivo valore del bene, indicato per 3 milioni di euro, hanno trovato la descrizione dell’intero “progetto” di cessione della villa, che è stato poi effettivamente realizzato.

Dagli approfondimenti svolti è, inoltre, emerso che un altro architetto, incaricato di periziare il complesso immobiliare per conto del Comune di Varedo, non risultava aver avuto in passato specifiche esperienze nella stima di immobili di pregio e che l’Amministrazione locale non si è curata di ricercare al proprio interno professionisti dotati di adeguate competenze. “Grazie allo stratagemma realizzato, che ha consentito di attribuire a Villa Bagatti Valsecchi un valore più che doppio rispetto a quello reale” – spiegano dalla Tenenza di Seveso – “l’Ente pubblico ha di fatto subito una perdita, nell’acquisto, di circa 3 milioni di euro, danno aggravato dal fatto che nella compravendita risultano essere stati concessi alla società cedente anche degli illegittimi diritti edificatori su aree del centro storico cittadino”.

Il sequestro preventivo di disponibilità liquide e beni eseguito dalle Guardia di Finanza è finalizzato a garantire il recupero dei proventi illeciti derivanti dal reato di corruzione, valori che, in caso di condanna dei responsabili, saranno definitamente incamerati dallo Stato, con la confisca disposta dal Giudice.

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