Il giorno dopo la tragedia, soccorsi e tecnici al lavoro tra le macerie del crollo

La Provincia di Lecco: "Le inchieste stabiliranno le responsabilità"

I lavori in corso sabato mattina (LeccoToday)

Operai e tecnici al lavoro tra le macerie dopo il crollo del ponte della provinciale 49 sopra la strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga avvenuto alle 17.30 di venerdì pomeriggio.

Le squadre di soccorso e il personale di Anas e delle ditte specializzate hanno continuato a lavorare ininterrottamente per tutta la notte e, sabato mattina, tra i blocchi di cemento e le carcasse delle auto schiacciate dal peso del cemento gli uomini erano ancora al lavoro.

GUARDA IIL VIDEO | Soccorsi al lavoro dopo il crollo

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Si stanno rimuovendo le macerie e si sta provvedendo a mettere in sicurezza il cavalcavia franato: al momento la Strada Statale 36 rimane chiusa al traffico e la circolazione è stata deviata su strade secondarie.

"Nonostante stiamo lavorando a ritmo serrato i lavori proseguiranno per tutta la giornata di oggi" spiegano Azzalini Guido e Azzalini Arrigo, titolari di Edil Taglio Cemento, ditta incaricata per i lavori. Il ponte verrà ricomposto e ispezionato da Anas. "Le operazioni sono complesse e difficoltose, ogni singolo pezzo deve essere catalogato perchè il ponte in seguito verrà ricomposto e ispezionato per le verifiche del caso".

GUARDA IL VIDEO | Il crollo del cavalcavia

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Intanto però, dopo la tragedia che ha causato la morte di un uomo rimasto schiacciato dentro la sua auto sulla quale è precipitato il tir che alle 17.20 di venerdì stava transitando sopra il cavalcavia, tra Anas e la provincia di Lecco è iniziato il "rimpallo" delle responsabilità. Anas, subito dopo il cedimento, nella nota attraverso la quale ha ricostruito la propria versione dei fatti, ha rivelato come alcuni cedimenti fossero già stati segnalati nel primo pomeriggio di venerdì e il capocantoniere addetto alla manutenzione nel tratto avesse fatto richiesta di chiudere il cavalcavia. 

Dalla provincia di Lecco però fanno sapere che "la ricostruzione dei fatti rappresentata dai comunicati stampa di Anas e dalle dichiarazioni dei loro responsabili non collima con le informazioni sull’accaduto in possesso della Provincia di Lecco". L'ente, insieme al cordoglio e alla vicinanza espressa ai familiari della vittima, ha anche mostrato rammarico per le dichiarazioni della società.

 “Sono davvero rammaricato – commenta il Presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano – per le comunicazioni rilasciate da Anas dopo l’evento con una tempistica quasi cronometrica, che addossano le responsabilità alla Provincia di Lecco, rispetto a una sequenza di fatti e circostanze che saranno chiariti dalle inchieste aperte, le quali stabiliranno le responsabilità”.

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