Brugherio, i campi di grano vincono sul cemento

Decathlon ha rinunciato: non sarà costruito il centro commerciale sportivo più grande d'Italia che avrebbe cancellato un parco agricolo e un'antica cascina. E' arrivato il "no" del commissario Carmen Nuzzi. Polemico l'ex sindaco ma Legambiente festeggia

BRUGHERIO – I campi di grano hanno vinto contro il Decathlon più grande d’Italia. Il piccolo Davide ha vinto contro il gigante Golia. C’era qualcosa di epico in questa battaglia ambientale durata otto anni. Ma l'epilogo ha stupito tutti. E ha sparigliato le carte. Lasciando di stucco soprattutto i soliti profeti di sventura, che già prefiguravano la colata di cemento.

E invece, no. A metterci una pietra sopra è stato il commissario, Carmen Nuzzi. La «dama di ferro» inviata dal prefetto non ha avuto paura. E ha deciso di stralciare integralmente il progetto di insediamento del mega centro commerciale nel parco delle cave. Una decisione «forte». Un pragmatismo che era mancato alla politica, e in particolare alle ultime due amministrazioni comunali di Cifronti e di Ronchi.

Il «nein» del commissario prefettizio ha fatto gettare definitivamente la spugna alla multinazionale francese. Con uno stringato comunicato ufficiale, l’ad di Decathlon, Fulvio Matteoni, ha archiviato l’ambizioso progetto. Tra le righe non si nasconde una certa irritazione: «Impossibile conciliare i piani di una grande azienda con la lentezza elefantiaca della burocrazia italiana».

Ora c’è chi fa polemica: «Abbiamo perso la possibilità di creare 250 posti di lavoro – ha commentato l’ex sindaco Maurizio Ronchi, da sempre favorevole al progetto -. Il Villaggio Oxylane era un progetto da 30 milioni di euro e 150mila metri quadrati e una possibilità di sviluppo». Un super store tra i più grandi d’Europa con negozi, spazi benessere e impianti sportivi.

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E c’è invece chi esulta. Sono i militanti di Legambiente e il Comitato Cascina Sant’Ambrogio: le due associazioni che – più di tutti – hanno lottato duro per salvare un parco agricolo e una cascina contadina del Settecento. Una delle ultime aree rurali della ultra cementificata Brugherio che rischiava di essere cancellata. I militanti avevano dato vita a una petizione che aveva raccolto 1600 firme. «E’ una vittoria storica – ha detto Gilberto Mari, uno dei volontari -. E’ stato fermato l’ennesimo, inutile centro commerciale in un’area già ricchissima di insediamenti commerciali. Ha vinto la salvaguardia e l’identità di un territorio». Per una volta.

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