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L'area di via Ghilini e Cesare da Sesto

L'area di via Ghilini e Cesare da Sesto

Siringhe, vetri e abbandono nel "boschetto della morte", l'appello: "Facciamolo rinascere"

Lucio Carlino, referente dell'associazione Plastic Free, domenica ha ripulito l'area tra via Ghilini e via Cesare da Sesto a ridosso del canale Villoresi: "E' una bella area verde, potrebbero giocare i bimbi e i cani ma così non si avvicina nessuno"

Siringhe, cocci di vetro, abiti abbandonati tra l'erba. Degrado e desolazione: si presenta così l'area verde tra via Ghilini e via Cesare da Sesto a ridosso del canale Villoresi, a molti nota come il "boschetto della morte" di Monza perchè proprio questa zona spesso diventa area di ritrovo per il consumo di eroina. Ma c'è chi da questo boschetto vorrebbe far germogliare di nuovo la vita. "È una zona molto bella per poter portare animali e bambini per giocare ma in quello stato non si avvicina nessuno" spiega Lucio Carlino, responsabile monzese dell'associazione Plastic Free che si occupa di raccolte per ripulire aree degradate della città con obiettivi green e di tutela dell'ambienta. 

"Sono stato nell'area dove a Monza si consuma eroina, perché la zona è piena di bottiglie di vetro siringhe abiti abbandonati" continua. La raccolta - effettuata in solitaria perchè purtroppo le uscite organizzate della onlus sono ancora ferme al palo a causa dell'emergenza covid - ha tenuto impegnato Lucio domenica: "armato" di sacchi, pinze e tanta buona volontà ha percorso il tratto cercando di ripulire la zona dal degrado. 

Il lockdown purtroppo non ha messo in pausa l'attività di abbandono abusivo di rifiuti. "Non è cambiato nulla, anzi in giro si trovano molte mascherine ma non solo si trovano rifiuti di ogni genere, che se non si fa in tempo a prelevare finiscono nel Lambro, la zona dove abbiamo fatto più raccolte" spiega Lucio Carlino, responsbaile territoriale dell'associazione Plastic Free che a Monza ha già organizzato diverse raccolte per ripulire aree oggetto di degrado e abbandono.

"La zona purtroppo è oggetto di bivacco e noi di Plasticfree non riusciamo a debellare il fenomeno: abbiamo bisogno della presenza di autorità" conclude Carlino, lanciando un appello per trovare una soluzione che possa essere risolutiva per le aree oggetto di abbandono di rifiuti e degrado.

FOTO - Lucio Carlino, referente territoriale Plastic Free

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