Trenta ragazzi al parchetto, arriva la polizia locale: due denunce e polemiche sui social

L'intervento a Lissone, in via Archimede. La polizia locale ha identificato i giovani in seguito a una segnalazione relativa ad un assembramento. Due di loro si sono rifiutati e sono stati accompagnati in comando. Sulla vicenda è intervenuta anche il sindaco Monguzzi

Immagine di repertorio

Una segnalazione relativa ad un assembramento, con trenta giovani riuniti insieme all'interno dei giardini di via Archimede a Lissone, e il controllo della polizia locale. E' iniziato così il servizio effettuato da due pattuglie del comando cittadino nella giornata dello scorso 3 luglio che è terminato con una segnalazione all'autorità giudiziaria relativa al rifiuto di fornire le proprie generalità da parte di due ragazzi e una polemica che si è infiammata sui social con il sindaco Concettina Monguzzi che è intervenuta pubblicamente sull'accaduto. 

Secondo quanto ricostruito gli agenti hanno effettuato un controllo, chiedendo ai presenti i documenti per l'identificazione. Mentre diversi componenti del gruppo si sono allontanati due giovani, entrambi residenti in città, un ragazzo maggiorenne e una 17enne, si sarebbero rifutati di fornire le proprie generalità ed è seguito l'accompagnamento in comando. Dagli uffici di via Gramsci fanno sapere che sull'episodio sono in corso alcuni accertamenti ed è stata effettuata una comunicazione all'autorità giudiziaria. 

La vicenda ha avuto ampia eco anche sui social dove si è sollevata una polemica. In rete è finito anche un video che riprende parte della scena che è stato poi rimosso un paio di giorni dopo dall'autore. Sull'episodio è intervenuta pubblicamente anche il sindaco Concettina Monguzzi.

Il Sindaco e la giunta Comunale, informati dal Comandante Longobardo, e venuti a conoscenza diretta dei fatti successi nel pomeriggio di Venerdì 03 Luglio 2020 esprimono la totale solidarietà e gratitudine per il costante presidio del territorio, per l’azione svolta a tutela di noi tutti.

Sono mesi che ci si impegna al rispetto delle regole, che si chiede alla Comunità tutta uno sforzo enorme. Tutela sanitaria in primis, tutela delle persone e delle cose in secundis. Ma spesso e lo si vede NON càpita. Non ci si rende conto, purtroppo, che il nostro comportamento deve rispettare la vita e la possibilità di vivere degli altri. E’una necessità, una forma di rispetto tra conviventi. Vitale.

Da parte nostra, come Amministrazione, gli strumenti messi in campo sono la presenza, l’esempio, la tolleranza, la moderazione ferma ma anche “regole ed il loro rispetto”. Perché il proprio diritto finisce quando comincia quello dell’altro. E tutti assieme, vivendo spazi comuni, ci si deve adeguare.

Siamo consapevoli della necessità di riprendere le relazioni e le amicizie, di ristabilire la capacità sociale di condividere spazi e tempi e di trovare un equilibrio tra generazioni.

Noi quindi stiamo dalla parte della ripartenza con “senso” e rispetto reciproco.

Siamo dalla parte di chi alla richiesta di spiegazione e di richiesta generalità e/o di consegna documenti di riconoscimento non sfugge e risponde adeguandosi.

Stiamo dalla parte di chi alla richiesta di moderare comportamenti ed azioni e di non essere prepotenti, arroganti, incivili, capisce e si adegua.

E così ieri pomeriggio sembra NON essere stato, non da tutte le parti almeno. Ora la magistratura farà il suo corso e la sua indagine, anche in ossequio alle dovute tutele dei minori.

La Polizia Locale ha già fatto tutti i passi e gli atti dovuti, scrupolosamente. Si leggono post sui social di denuncia e di “denigrazione”. Spiace perché è solo il racconto di una parte. C’è anche un video sull’accompagnamento in comando, ma si omettono le premesse, le richieste di documenti.

Da settimane, siamo al lavoro evidenziando alcuni punti della Città ( e quei giardini sono uno di quelli) dove abbiamo chiesto a Polizia e Carabinieri di essere vigili, solerti, attenti, persuasivi. Il nostro compito di amministratore è anche quello di presidiare i comportamenti sbagliati. Evidenziati ricorrentemente da cittadini.

Non fosse solo per i danneggiamenti alla proprietà pubblica, al disturbo della quiete, all’obbligo di essere distanziati e protetti, ma anche all’aspetto educativo, di ruolo e di rispetto delle regole. Se no salta il nostro patto sociale.

Non ci si capacita come , se un pubblico ufficiale, in divisa e gentilmente chiede le generalità un gruppo di oltre 30 persone tenta di dileguarsi, si contrappone, si ribella. Nessuno paragoni la repressione, di altri luoghi e di altri tempi, con questa singola vicenda.

L’amministrazione comunale riconosce la delicatezza e l’importanza del compito che soprattutto in questo momento svolge la Polizia locale e tutelerà e sosterrà il proprio personale.

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Ancora di più nella tutela dei comportamenti anti contagio ed anti diffusione del Covid.

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