La Brianza riparte dalla legalità nel nome di Paolo Borsellino

Consiglio provinciale aperto a Desio, nella città simbolo della lotta alla 'ndrangheta. Il difficile cammino dopo l'operazione Infinito del 2010, che portò alla caduta della Giunta

Una foto scattata durante il Consiglio provinciale a Desio

DESIO – Ripartire dalla legalità. Lottare contro la «pervasività» della criminalità organizzata nel tessuto locale con un gesto forte: un consiglio comunale aperto a tutte le istituzioni brianzole a Desio: la città che – a torto o ragione – è diventata il comune simbolo dell’infiltrazione mafiosa. Ma che ora sta diventando un punto di riferimento nella ricostruzione di una vera e propria «cultura della legalità».

INSIEME - Nel giorno in cui – vent’anni fa – Paolo Borsellino veniva assassinato dalla mafia, Desio e Provincia di Monza si sono unite per la legalità. All’ordine del giorno la mozione «costruire la cultura della legalità e combattere le mafie». Sono arrivati il presidente della Provincia MB Dario Allevi, il sindaco di Desio, Roberto Corti. Erano presenti anche il prefetto di Monza e Brianza Giovanna Vilasi, numerosi sindaci della Brianza monzese, il comandante del gruppo carabinieri di Monza Giuseppe Spina, il vicequestore Francesco Scalise e il comandante della polizia provinciale MB, Flavio Zanardo.

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TRASPARENZA - «Dopo l’Operazione Infinito – ha spiegato Corti - che ha portato alla caduta dell’amministrazione comunale, Desio è diventata una città simbolo nell’impegno di rafforzare la trasparenza e la legalità nella pubblica amministrazione, in particolare contro la corruzione e l’infiltrazione mafiosa».
«La morte di Falcone e Borsellino – ha detto il presidente della Provincia MB Dario Allevi – è avvenuta perché questi grandi servitori dello Stato sono stati lasciati soli. Oggi è importante non abbandonare i nostri uomini migliori».
«Oggi più che mai – ha aggiunto il prefetto di Monza e Brianza Giovanna Vilasi – è importante poter avere fiducia nelle istituzioni. La legalità può esistere solo se diventa un valore presente nel nostro substrato culturale».

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