Desio, il prete che benedice i feti morti: "Trattati come rifiuti"

Sulle scatole di cartone c'è una scritta: «Rifiuti speciali». Ma dentro ci sono feti: i resti di bimbi mai nati, lasciati all'ospedale da mamme mancate

Gli scatoloni dei "rifiuti speciali" (foto MM)

DESIO – Sulle scatole di cartone c’è una scritta: «Rifiuti speciali». Ma dentro ci sono feti: i resti di bimbi mai nati, lasciati all’ospedale da mamme mancate. Presto le ruspe di un’azienda speciale li seppelliranno nel terreno del cimitero di Desio.

Ma un attimo prima che le ruspe entrino in azione, un gesto di pietà: la benedizione di un prete e una preghiera. Ci ha pensato  "Ora et labora in difesa della vita", associazione brianzola fondata dall’infermiere della Clinica Zucchi Giorgio Celsi.

"BAMBINI TRATTATI COME RIFIUTI" -  «Grazie a un provvedimento del governatore Formigoni – spiega Celsi – in Lombardia i feti abortiti devono essere sepolti in un cimitero. L’operazione però si riduceva a un asettico interramento. In parole povere, i resti dei bambini venivano buttati in un fosso. Pensate: i bambini trattati come rifiuti». Così, senza perdersi d'animo, i volontari sono riusciti a convincere l’ospedale a fornire loro (con una semplice e-mail) le date e gli orari delle sepolture: mediamente una ogni mese e mezzo. Quando arrivano il giorno e l’ora, loro si presentano al cimitero con un prete.

«Per noi questi resti non sono rifiuti ma esseri umani. Per questo offriamo loro un gesto di semplice umanità: un fiore, una preghiera e la benedizione di un prete. Gesti che non vengono negati neppure ai condannati a morte di fronte a un plotone di esecuzione. Ecco: una benedizione può restituire a questi bimbi un po’ di dignità almeno nella morte».

LA PRIMA VOLTA - Venerdì scorso il sacerdote incaricato dal parroco di Desio, don Elio Burlon, è stato don Adelio Molteni: «E’ ormai una pratica usuale – ha aggiunto il religioso –. Abbiamo iniziato all’inizio del 2012 e non trovo nulla di strano in ciò. Ci chiamano dal cimitero  e non possiamo sottrarci dall’impartire una benedizione».

La benedizione dei feti al cimitero è stata impartita per la prima volta in Lombardia a Desio nel gennaio scorso. Ora è stata attivata anche a Giussano. Presto ci sarà anche a Monza. Nei progetti dell’associazione “Ora et labora” c’è il proposito di estenderla a tutti i cimiteri della Regione Lombardia. Nel resto d’Italia invece i resti dei bambini mai nati vengono bruciati in un inceneritore.

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