Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Desio

Desio, l'ultima ora del Tribunale. Cala la scure della spending review

Si sono scomodati nomi di alto livello per tentare di salvare il Tribunale brianzolo. Il momento più forte della protesta è stato all'inizio di luglio, quando 300 avvocati e tanti sindaci brianzoli si sono dati appuntamento nella sala grande della sede di via Guido Galli per far sentire la propria voce

DESIO – C’è stato l’appello del presidente della Provincia di Monza, Dario Allevi. Poi è arrivata la lettera del presidente del consiglio regionale, Fabrizio Cecchetti – ispirata da Roberto Formigoni in persona – inviata al ministro della Giustizia, Paola Severino e ai presidenti della commissioni Giustizia di Camera e Senato Giulia Bongiorno e Filippo Berselli. Infine c’è stata la presa di posizione dei deputati del Carroccio Paolo Grimoldi e di Alessia Mosca del Pd. Si sono scomodati nomi di alto livello per tentare di salvare il Tribunale di Desio. Il momento più forte della protesta è stato all’inizio di luglio, quando 300 avvocati e  tanti sindaci brianzoli si sono dati appuntamento nella sala grande della sede di via Guido Galli per far sentire la propria voce. In quell’occasione avevano preso la parola il presidente dell’ordine degli avvocati di Monza e Brianza, Francesca Sorbi, la presidente del Tribunale di Monza, Anna Maria di Oreste e i parlamentari Renato Farina e Daniela Mazzucconi.

LINEA DURA - Tutto inutile. Il premier Mario Monti e il ministro Severino sono stati irremovibili. Il Tribunale doveva chiudere. E così sarà. Hanno dovuto masticare amaro i tanti rappresentanti istituzionali che hanno tentato di invertire un destino che era già scritto.Proprio nei giorni torridi di Ferragosto è arrivato quello che pare proprio il verdetto finale: il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Il decreto sulla spending review sembra non aver dato scampo alle sedi distaccate dei tribunali: sono state cancellate tutte le 220 sedi distaccate sparse per tutta l'Italia. A salvarsi sono state solo le succursali dei territori «caldi», che sorgono in zone pesantemente penalizzate da infiltrazioni mafiose.

TERRITORIO - Eppure il Tribunale di Desio ha una storia. Nato nel lontano 1986 ha alle spalle oltre 25 anni di attività.  Nella sezione distaccata brianzola ogni anno si celebrano seimila processi civili e mille penali, 14.640 fascicoli vengono aperti e presi in carico da 12 magistrati (1.220 per ogni giudice), mille processi penali e seimila civili vanno a sentenza ogni anno. Il Tribunale di Desio copre un territorio di 20 comuni e 160 chilometri quadrati, con 400.000 abitanti e 45.000 imprese. Ora, con i tagli decisi dal governo, tutta l'attività dovrà trasferirsi a Monza, dove però – parola del presidente del Tribunale di  Monza, Anna Maria di Oreste – non c’è posto. Gli spazi sono al limite della capienza e gli stessi addetti ai lavori hanno sottolineato i problemi logistici e organizzativi che comporterà il trasferimento. Ma forse non è ancora detta l’ultima parola: da tutta Italia sono fortissime le proteste contro la chiusura di centinaia di succursali. E in tempi non sospetti il ministro Severino si era mostrato d’accordo sulla possibilità di rinviare di tre anni lo stop.

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