Desio, Corti e Ricchiuti: la «strana coppia» anti-illegalità

Roberto Corti e Lucrezia Ricchiuti: sindaco e vicesindaco, ancora una volta sono stati loro a bloccare sul nascere l'illegalità. Lunedì i carabinieri in Comune per verifiche sugli appalti: al setaccio un contratto sui semafori

La "strana coppia" Roberto Corti e Lucrezia Ricchiuti (foto Fabrizio Radaelli)

DESIO – La «strana coppia» ha colpito ancora. Si deve all’impegno e alla capacità di Roberto Corti e di Lucrezia Ricchiuti se questa volta il verde per un appalto ai semafori poco chiaro non è mai arrivato. E un funzionario comunale e due imprenditori si sono ritrovati indagati per turbativa d’asta. Per anni e anni in Comune a Desio le cose non hanno funzionato così. Il rosso – perfino per gli affari più loschi e imbarazzanti – non è mai scattato. E in tanti, troppi ne hanno approfittato. Ma ora che in Comune siedono "quei due", tutti sanno che loro passano al setaccio tutti gli appalti e le delibere. Il messaggio è fin troppo chiaro: «fare il furbo» non è più così facile.

STORIE DIVERSE - Lui sindaco, lei vicesindaco, in Comune formano un team formidabile. E vanno pure d’amore d’accordo: un fatto abbastanza insolito nelle amministrazioni comunali dove, di solito, sindaco e vicesindaco sono «cane e gatto». Tra Corti e Ricchiuti, invece, la prima cosa che salta all’occhio è il notevole feeling – politico e amministrativo – che esiste tra i due. Un feeling per nulla scontato. Sulla carta, infatti, i due personaggi non potrebbero essere più diversi.

DALL'ORATORIO ALLA SEZIONE DEL PCI - Lui, desideroso di impegnarsi solo per la sua città, è riuscito a diventare sindaco di Desio: un suo sogno da tempo. Lei invece da tempo punta a una carriera politica nazionale e ora è candidata in Senato per la Lombardia. Lui è profondamente cattolico. Cresciuto – negli ideali e nella formazione – all’oratorio, ha debuttato nel Partito Popolare: la ex Democrazia Cristiana. Lei invece è cresciuta nella sezione del Partito Comunista (si è iscritta al Pci nel 1979 quando a capo dell’Urss c’era un certo Leonid Breznev) e ha mosso i primi passi in politica nella «casa del popolo» di via Fratelli Cervi. E’ una donna che, se (e il se va sottolineato) entra in chiesa, annusa subito puzza di incenso. E se nota un ritratto di Papa Pio XI (il papa di Desio!) in sala giunta, vorrebbe rivenderlo al rigattiere.

TEMPI MODERNI - Insomma, ai tempi di De Gasperi e di Togliatti, o in un romanzo di Giovanni Guareschi, Roberto Corti e Lucrezia Ricchiuti sarebbero stati come Don Camillo e Peppone. Nemici giurati. E invece no. Nulla è scontato, meno che mai in politica. E così può accadere che anche due persone apparentemente così diverse si trovino unite in una comune battaglia.

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STIMA RECIPROCA - A «cementare» un’unione politica che sta facendo tanto bene a Desio è, molto probabilmente, una profonda e reciproca stima personale. E le tante battaglie combattute e vinte insieme: prima sui banchi dell’opposizione ora – non a caso nella stanza dei bottoni del Comune di Desio.
Dice di lei Roberto Corti: «Per Lucrezia mi sento di mettere la mano sul fuoco. Di lei mi fido ciecamente. So che potrei essere tradito da chiunque, in politica. Da lei, no». Di lui, Lucrezia Ricchiuti non dice proprio niente. E, considerato che – perfino del suo sindaco –avrà passato al setaccio ogni carta, documento e atto, possiamo essere sicuri che è questo è un buon attestato di stima. E una bella «patente» di legalità.

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