Don Barin: uno specchietto retrovisore durante gli abusi a San Vittore

Processo con rito immediato al cappellano di origine desiane accusato di violenza sessuale lo scorso novembre: secondo l'accusa avrebbe abusato di 12 detenuti in cambio di favori, aiutandosi con uno specchietto per monitorare la situazione

DESIO - Aveva suscitato parecchio scalpore il caso di Don Alberto Barin, il religioso 51enne originario di Desio accusato di violenze sessuali su 12 detenuti.  Incastrato dalle telecamere presenti nella casa circondariale che avevano confermato gli abusi che commetteva ormai da anni nei confronti dei detenuti che arrivavano a subire tutto questo in cambio di beni materiali come sigarette o dentifrici o con la promessa di mettere una buona parola per la scarcerazione.

Il gip di Milano, Enrico Manzi, ha disposto il processo con rito immediato a carico del sacerdote. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta avanzata dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dai pm Daniela Cento e Lucia Minutella dove emerge  che il religioso utilizzava anche uno ''specchietto retrovisore'' per controllare ''l'eventuale arrivo di persone'' durante gli abusi. 

Il prete era stato arrestato lo scorso 20 novembre per concussione e violenza sessuale: le vittime degli abusi sono tutte giovanissime ed extracomunitarie.

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