Ancora discariche: Desio rischia di diventare la capitale dei rifiuti

A destare preoccupazione è la quantità di pattume: si parla di 150 tonnellate al giorno, trasportate da 16 movimenti di camion in entrata e in uscita. Qualcosa come 45mila tonnellate all'anno

RIfiuti a Desio: la capitale brianzola del pattume?

DESIO - L’opposizione alza le barricate. La maggioranza manifesta viva preoccupazione. Ufficialmente, il nuovo impianto di smaltimento rifiuti che la Ecorisorse ha chiesto di poter impiantare in via don Sturzo (a due passi dall’inceneritore di via Agnesi) non lo vuole nessuno. Intanto però il 23 dicembre scadrà il termine per presentare le osservazioni. E il progetto farà un altro passo avanti.

COSA FARA' L'IMPIANTO - La struttura sarà in grado di stoccare, tritare oppure recuperare rifiuti pericolosi e non pericolosi. A destare preoccupazione è la quantità di pattume: si parla di 150 tonnellate al giorno, trasportate da 16 movimenti di camion in entrata e in uscita. Qualcosa come 45mila tonnellate all’anno: quasi la stessa quantità smaltita dal forno inceneritore, nel quale entrano 60mila tonnellate all’anno di rifiuti.

l nuovo sistema di trattamento dei rifiuti si aggiunge al piano industriale di potenziamento del forno inceneritore e ad altre autorizzazioni in corso per la costruzioni di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti. Tutti a Desio. Una concentrazione capace di trasformare la città nella «capitale» brianzola dei rifiuti. E che ha allarmato

LA SCUOLA  - Bipartisan le critiche fioccate l’altra sera in consiglio comunale: «L’impianto tratterà rifiuti chimici, sostanze pericolose come fanghi, polveri e scorie – ha denunciato il consigliere della Lega Nord Silvio Arienti -. Anche se a dare l’autorizzazione è stata la provincia, pensiamo che il Comune debba impegnarsi per bloccare il progetto».

«Stiamo preparando le nostre osservazioni – ha assicurato il sindaco, Roberto Corti (Pd) -. Oltre all’allarme inquinamento, c’è da considerare la presenza a meno di un chilometro di una scuola». Viva preoccupazione è stata espressa anche dal presidente del consiglio comunale, Carmine Messaggiero e dal consigliere del Movimento Cinque Stelle, Paolo Di Carlo, che ha condensato i suoi timori in un icastico slogan: «Il rischio è che Desio diventi la capitale della monnezza».

 

 

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