Stop al raddoppio inceneritore. Ma non era "indispensabile"?

Lo ha annunciato Brianza Energia Ambiente (Bea), il consorzio che gestisce l'inceneritore che brucia i rifiuti di 17 comuni brianzoli. Il progetto prevedeva un investimento di 90 milioni di euro

Immagine di archivio (fonte: FPI, Finanza per le Infrastrutture)

DESIO – Dietro front. Il raddoppio del forno di Desio non si farà più. Lo ha annunciato Brianza Energia Ambiente (Bea), il consorzio che gestisce l’inceneritore che brucia i rifiuti di 17 comuni brianzoli. Il progetto prevedeva un investimento di 90 milioni di euro per raddoppiare la capacità dell’impianto attuale. Ma ora i vertici di Bea hanno archiviato tutto.

RADDOPPIO - Secondo indiscrezioni, il progetto sarebbe stato stornato nell’ultimo consiglio d’amministrazione. Con un giro di valzer che ha lasciato tutti spiazzati. Fino a pochi giorni fa i dirigenti assicuravano che – senza il raddoppio delle bocche di fuoco – la Brianza sarebbe stata sepolta dai rifiuti come Napoli. Ora invece hanno detto che il raddoppio non serve. Anzi. Sarebbe addirittura uno spreco, perché non ci sono abbastanza rifiuti da incenerire. Soldi buttati, insomma. In realtà, sembra che a bloccare tutto sembra sia stata una cronica mancanza di fondi. Mancava la copertura economica del progetto.

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AMBIENTALISTI - Quel che è certo è che gli ambientalisti hanno fatto i salti di gioia. Nessuno si aspettava nulla di simile. Tra i primi a esultare il Comitato anti forno inceneritore, da almeno cinque anni impegnato a bloccare il progetto. Il coordinatore. Gianmarco Corbetta, ha parlato di «vittoria storica». Soddisfatto anche il sindaco Roberto Corti. Nella sua giunta, il raddoppio del forno incontrava ostacoli e resistenze molto forti.
Nessuno ha ancora chiarito però se l’impianto attuale, che risale al lontano 1976 ed è in grado di bruciare fino a 80mila tonnellate di rifiuti all’anno, sia sufficiente, oppure se l’impianto sarà almeno rinnovato.

 

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