Diossina nel terreno in Brianza, Pedemontana annuncia il progetto di bonifica

La società autostradale ha annunciato in una nota l'imminente presentazione di un progetto di bonifica a Regione Lombardia

La diossina c'è ancora. Il veleno depositatosi dopo l'incidente Icmesa è ancora presente nel terreno in Brianza e a rivelarlo sono stati gli esiti del piano integrativo di caratterizzazione eseguito sui terreni dei comuni della tratta C e B2 interessati dal passaggio della futura autostrada e colpiti dal disastro del 10 luglio 1976.

Secondo Autostrada Pedemontana Lombarda però la diossina si è depositata sulla superficie del terreno e qui è rimasta nel tempo restando circoscritta ai primi due metri di terreno e senza diffondersi in in profondità. A spiegarlo è la stessa società autostradale in una nota nella quale annuncia anche l'imminente presentazione di un progetto di bonifica a Regione Lombardia.

"I risultati della caratterizzazione validati da Arpa (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) hanno evidenziato piena coerenza con i dati ottenuti durante le precedenti campagne d’indagine condotte da APL nel 2008 e da Strabag (l’appaltatore) nel 2012" si legge nel documento. Su un totale di 387 campioni sottoposti ad analisi chimica, circa il 19% (73 campioni) ha presentato una concentrazione di diossina eccedente i limiti normativi e di questi il 1,3% sul totale (5 campioni) ha superato il limite più alto, riferito alle aree con destinazione industriale/commerciale.

"Sulla base dei risultati di caratterizzazione" - ha annunciato la società - "Autostrada Pedemontana Lombarda presenterà a Regione Lombardia la proposta di perimetrazione delle aree che dovrebbero essere sottoposte a bonifica in funzione della destinazione d’uso. Tale attività è preliminare alle successive fasi dell’iter di bonifica. Soltanto il progetto di bonifica potrà individuare le esatte attività da eseguire e i relativi costi da sostenere".

Dopo l'esito dei rilievi e i dati relativi all'inquinamento delle aree i Comuni di Seveso, Cesano Maderno, Desio, Bovisio Masciago e Barlassina avevano ribadito con fermezza la loro posizione, sottolineando che "nessun intervento potrà essere effettuato senza un adeguato e condiviso consenso delle amministrazioni comunali".

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"Ogni fase successiva dovrà obbligatoriamente coinvolgere i Comuni interessati dall’incidente Icmesa, visto che gli ultimi dati hanno evidenziato come non fossero sufficienti, per la tutela dei cittadini in particolare, proprio le analisi del 2008 come invece sempre sostenuto dalla società incaricata di realizzare l'autostrada con, almeno inizialmente, l'avvallo di Regione Lombardia" si legge nel comunicato congiunto delle amministrazioni brianzole coinvolte.

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