Gioco d'azzardo e giovani: "Non c'è consapevolezza dei rischi"

A confermarlo sono i risultati dell'indagine realizzata dalla cooperativa Spazio Giovani e che ha coinvolto 500 studenti delle scuole di Monza e Brianza

Il convegno all'Urban Center

“Fate il vostro gioco – a volte smettere rende in-dipendenti".

Uno slogan semplice, che combatte l'azzardo e le dipendenze sul suo stesso terreno, con la stessa metafora capovolgendola.

E' così che suona il titolo di un progetto i cui risultati sono stati illustrati durante un convegno tenutosi all'Urban Center di Monza martedì pomeriggio durante il quale sono stati presentati i riscontri dello studio della cooperativa Spazio Giovani di Lissone emersi dal sondaggio "Full immersion- non giochiamoci la vita".

L'attenzione sul problema delle ludopatie e delle dipendenze dal gioco d'azzardo soprattutto in termini di slot-machine è un tema caro alla città di Monza che, in conformità con gli indirizzi regionali in materia, ha indetto un bando per disincentivare i gestori dei locali a ospitare le macchinette, proibendo queste in prossimità di luoghi sensibili.

La dimensione che il problema ha assunto tra i giovani però è sempre passata in secondo piano mentre i dati della ricerca mostrano che il fenomeno purtroppo è presente e ha dimensioni notevoli.

Un sondaggio che ha coinvolto 500 ragazzi di sette scuole di Monza e provincia rivela che solo il 26,7% percepisce la potenziale pericolosità del gioco d'azzardo mentre il resto lo considera un passatempo o un innocuo vizio.

“Quasi nessuno – dichiara Anna Biffi coordinatrice del progetto di Spazio giovani - considera il gratta e vinci un gioco d’azzardo e fra i tipi di gioco proposti il “gioco al casinò” è quello maggiormente identificato con l’azzardo (8,8%), più delle slot machine (5,7%) più dei giochi in sale gioco. Questo dato accresce il pericolo di agire comportamenti scorretti, proprio perchè più lontana la percezione del potenziale pericolo. Considerato il target, va segnalato il dato delle scommesse in case private o sale scommesse che si avvicina al dato delle slot e supera quello del gioco on line".

Secondo i risultati del sondaggio oltre il 45% dei ragazzi segnala una frequentazione con il gioco da parte di amici più di una volta alla settimana. I luoghi di gioco preferiti dagli studentisono tabaccherie, edicole e rivendite di vario tipo (41,7%) che non vengono da loro identificati come pericolosi e molti dei ragazzi intervistati hanno dichiarato di aver iniziato a giocare sotto la spinta della pressione esercitata dai media e dalla pubblicità.

"Il problema della dipendenza da gioco nasce circa 10 anni fa ma si estremizza negli ultimi due anni. E' legato alla crisi e soprattutto al fatto che il gioco è uscito dai confini in cui credevamo fosse stato confinato" - ha dichiarato Marco Dotti dell'Asscociazione No Slot- "La prevenzione in questo caso dovrebbe dare ai ragazzi gli strumenti per essere tecnologicamente consapevoli di quanto stanno facendo". 

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Presenti all'incontro anche l'assessore comunale alle politiche giovanili Egidio Longoni, la consigliera Anna Martinetti in rappresentanza dell'Ufficio Scolastico Provinciale, Matteo Stocco, Direttore Generale dell'Asl di Monza e Brianza, Maurizio Resentini, Direttore del Reparto Dipendenze dell'Asl di Monza e Brianza.

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