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Disastro ferroviario di Pioltello, ecco la ricostruzione 3d: è tra le prove della Procura

Il video è tra le prove della procura. Sono nove i manager e dipendenti di Rfi coinvolti nell’inchiesta

Sono state chiuse le indagini per il disastro ferroviario di Pioltello del 25 gennaio 2018. E tra le prove della procura c'è anche un video con la ricostruzione tridimensionale del deragliamento.

Il filmato dura circa otto minuti e ricostruisce l'intero incidente. Non solo: nelle immagini viene mostrato anche il modello tridimensionale della rotaia da cui si è staccato il pezzo che con ogni probabilità avrebbe determinato l'incidente. Secondo quanto si evince dalla ricostruzione al momento in cui il treno attraversava il punto in cui è iniziato il deragliamento "viaggiava a 130 chilometri, in quel tratto la velocità consentita è fino a 180, ma in presenza di ammaloramento della linea dovrebbe viaggiare a 50 chilometri", ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano.

Un incidente "di estrema gravità e che ha causato un grave allarme sociale" che ha richiesto "indagini lunghe e complesse", ha aggiunto il magistrato Tiziana Siciliano, coordinatrice delle indagini. La ricostruzione è stata realizzata attraverso dati raccolti e analizzati dalla polizia scientifica e ha "il massimo rigore scientifica, ossia ripetibile e con dati certi", ha aggiunto l'esponente della procura.

QUI IL VIDEO COMPLETO

Disastro di Pioltello, gli indagati

Sono nove i manager e dipendenti di Rfi coinvolti nell’inchiesta milanese sull’incidente del treno Milano-Cremona 10452 che deragliò. Tra questi l’amministratore delegato Maurizio Gentile e il direttore di produzione di Rfi, Umberto Lebruto. Sono accusati dai pm di non aver adottato “tutte le misure di prevenzione necessarie atte a garantire l’integrità fisica di tutti i lavoratori di Trenord e di tutti i viaggiatori percorrenti la linea Milano-Venezia”. Inoltre i due manager non avrebbero predisposto “attrezzature idonee ai fini della sicurezza” di lavoratori e passeggeri, “non assicurando che l’infrastruttura fosse mantenuta in buono stato di efficienza per la sicura circolazione dei treni e dei veicoli”. E questo “nonostante i ripetuti e frequenti episodi di rotture di giunti su tutto il territorio nazionale”.

Quanto ai vertici dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria, il direttore Amedeo Gargiulo e il responsabile del settore ispettorato e controlli, sono accusati di “avere omesso di procedere con ispezioni e indagini nei confronti di Rfi” senza “obbligare” il gestore della rete ferroviaria italiana a mettere in atto “tutte le necessarie misure di controllo del rischio”. Le accuse contestate dalla procura di Milano ai dodici indagati sono disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.

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