"Mio figlio rischia uno shock anafilattico all'asilo e nessuno può salvargli la vita"

La denuncia di un papà monzese che una settimana fa quando ha accompagnato il suo piccolo a scuola si è visto consegnare una circolare dove si dispone la sospensione della somministrazione di farmaci a scuola da parte del personale. Se il piccolo dovesse avere uno shock anafilattico nessuno potrebbe salvarlo ma bisognerebbe attendere un'ambulanza. Dall'Asl però spiegano che non è così

Immagine di repertorio

E' successo solo una volta ma i genitori lo ricordano come fosse ieri e, da quel giorno, sanno che per Samuele (nome di fantasia) il fattore tempo non è un dettaglio. Nel caso di anafilassi da allergia alimentare e di shock anafilattico bisogna intervenire subito, senza indugi. Bastano 30 secondi o 4 minuti perchè la reazione sia letale, troppo poco tempo per permettersi di aspettare. 

Il punto è salvare una vita, quella di un bambino di quattro anni, e non pianificare a tavolino responsabilità e tutele per l'intervento nell'attesa di rinnovare un protocollo di intesa con l'Asl scaduto da oltre un anno. 

"A Monza, civilissima città in cui vengono installati i defibrillatori, si nega un intervento salvavita a un bambino di 4 anni" ha denunciato attraverso i social il papà di Samuele che frequenta la scuola dell'infanzia "Andersen" di via Tazzoli dell'Istituto Comprensivo "San Fruttuoso". 

Qualche giorno fa, mentre accompagnava il piccolo all'asilo, il genitore si è visto consegnare tra le mani una circolare, datata 1 ottobre 2015 e firmata dal dirigente scolastico, con cui si informavano genitori, personale e insegnanti, della sospensione dell'attività di somministrazione di farmaci a scuola.

"Si comunica che a seguito degli incontri che i dirigenti scolastici del I ciclo di Monza hanno fatto con il nostro medico competente, dott. D'Orso, il Presidente del Tribunale di Monza e alcuni rappresentanti dell'Asl, considerato che il protocollo per la somministrazione di farmaci in ambito scolastico risulta ad oggi scaduto, la somministrazione di farmaci in ambito scolastico da parte del nostro personale è sospesa in attesa di ridefinire il protocollo di intesa con l'Asl di riefrimento".

Tra questi farmaci, spiega incredulo il papà di Samuele, c'è anche l'adrenalina "che accompagna sempre mio figlio ovunque si trovi".

"Mio figlio è allergico all'uovo, alla frutta secca e ai crostacei" ha spiegato a MonzaToday il padre del piccolo. "Due anni fa, quando ancora non conoscevamo questa problematica e lui era molto piccolo, ha avuto una terribile reazione allergica con l'anafilassi che si è presentata a casa e ci ha fatto correre al San Gerardo". Qui, continua il papà di Samuele, i medici hanno eseguito le terapie d'emergenza e hanno effettuato dei test per rilevare le allergie e prescritto al piccolo l'adrenalina.

"Quelle due siringhe di adrenalina da quel giorno sono sempre con noi: una ci segue ovunque perchè deve stare dove si trova Samuele mentre l'altra è a scuola" nella disponibilità delle maestre che fino a qualche giorno fa erano autorizzate a intervenire per salvare una vita in caso di necessità.

Il problema è tutto burocratico fatto di attese, protocolli, intese e autorizzazioni che di fronte all'emergenza di una vita da salvare dovrebbero cadere in secondo piano. Uno sciroppo per la tosse può aspettare, una tachipirina per la febbre anche ma un'iniziezione di adrenalina quando il respiro manca, il cuore si ferma e si rischia la morte è qualcosa di diverso.

Il protocollo di Intesa sottoscritto dal Dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale, il Direttore Sanitario dell'Asl di Monza e Brianza e i Rappresentanti dei Pediatri di Famiglia ASL è datato luglio 2009 e al momento della stipula è stata accordata al documento una durata quinquennale scaduta a luglio 2014, per la precisione da un anno e tre mesi. 

"Non è possibile sospendere un'autorizzazione così importante: si sarebbe potuto tranquillamente fare una deroga senza lasciar scadere i termini" ha spiegato il papà del bambino che ogni mattina quando accompagna il figlio all'asilo non ha più la certezza che l'istituto si attivi in tempi rapidi e con un intervento diretto in caso di emergenza. Nella circolare emanata dalla scuola dove si vieta l'intervento in attesa di un rinnovo si delineano due possibilità, nessuna delle quali adatta alla problematica di Samuele e alla reazione di un bambino di quattro anni. Il piccolo dovrebbe infatti sottoporsi a un'autosomministrazione, capendo quanto gli sta accadendo e avendo la lucidità di raggiungere l'armadio dove si trova la "siringa" di adrenalina da avvicinare alla gamba e "scaricare" oppure fare in modo che siano i genitori a farlo che, evidentemente, non possono sempre essere presenti. L'unica alternativa resta l'allerta al 112 che invierà sul posto un'ambulanza.

Lo shock anafilattico però e l'arresto cardiaco conseguente possono verificarsi in tempi troppo rapidi per essere gestiti in emergenza perchè potrebbe non essere questione di ore ma di secondi. "Si tratta di fare un intervento salvavita a un bambino che in alternativa muore se si presenta uno shock anafilattico" ha ribadito il papà del piccolo che nonostante la situazione critica si dice anche convinto "che le maestre nel caso di emergenza faranno ciò che farebbe chiunque per salvare una vita indipendentemente dalla circolare".

Nonostante segua una dieta dedicata da oltre due anni Samuele, avendo solo quattro anni, può essere esposto come tutti i bambini a un innalzamento dei valori IgE che rilevano l'allergia e nei bambini piccoli si possono presentare nuovi alimenti che scatenano la reazione che resta difficile da prevedere. 

"Vorrei che al più presto venga fatta una deroga perchè l'Asl possa dare disposizione alle maestre sulla possibilità di poter continuare a intervenire nel caso di emergenza per salvare la vita a mio figlio". "Negare un intervento salvavita in caso di necessità inoltre" aggiunge il papà di Samuele "è a tutti gli effetti un'omissione di soccorso perchè lo strumento c'è".  

In attesa che qualcosa si muova intanto il papà del piccolo non è rimasto con le mani in mano e prima di scegliere la mobilitazione attraverso i social ha contattato le istituzioni per chiedere formalmente delle spiegazioni.

Mentre qualche risposta puntuale e interessata è arrivata, prima tra tutte quella del Presidente del Tribunale di Monza, Anna Maria Di Oreste, che ha espresso solidarietà per la vicenda focalizzando però l'attenzione sul problema dell'intervento delle maestre che si configurerebbe come esercizio abusivo della professione sanitaria, da parte dell'Asl e dell'assessore all'Istruzione Montalbano non sono state spese molte parole. Secondo il medico di riferimento attraverso cui il papà del piccolo è stato contattato dal municipio uno shock anafilattico può essere gestito contattando il 112 e attendendo l'intervento dell'ambulanza.

Di parere ben diverso invece è il Commissario della Croce Rossa di Monza, Orazio Nelson de Lutio che, interpellato dal papà del piccolo per un parere medico più approfondito, si è detto "personalmente, come figura Istituzionale della Croce Rossa, senza parole".

Intanto dall'Asl di Monza e Brianza, dopo un anno e qualche mese di ritardo sulla scadenza del protocollo d'intesa per la somministrazione di farmaci a scuola, dagli uffici rendono noto di essere al corrente della problematica sollevata e di aver fissato per giovedì mattina un incontro tra la Direzione Sanitaria e il Dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale, il dott. Claudio Merletti. A spiegare più nel dettaglio la situazione e a rassicurare su quanto accaduto è stato poi il Direttore Sanitario, la dott.ssa Zarinelli, che ha specificato che, nonostante la scadenza dei termini del documento, il Protocollo è tuttora in vigore in quanto a luglio, con una lettera formale, inviata al Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale, si era convenuto sulla necessità di una revisione e sulla sua proroga in attesa di una ridefinizione dei termini.

"Per noi il Protocollo è ancora operativo" ha spiegato la dott.ssa Zarinelli a MonzaToday "e a breve arriverà anche un Protocollo Quadro a cui stanno lavorando in Regione perchè possa essere un riferimento univoco". 

In attesa che a livello burocratico la situazione venga definita in tempi brevi però intanto la dott.ssa Zarinelli per conto dell'Asl ha comunicato di aver preso contatti con diversi dirigenti scolastici, compreso quello del plesso coinvolto, la dott.ssa Petronilla Ieracitano, per spiegare la situazione.

"Da parte loro ho ricevuto la disponibilità a farsi carico delle diverse situazioni, con la speranza che venga definito al più presto un nuovo documento" ha spiegato la dott.ssa Zarinelli che ha ricevuto anche l'elenco di tutti i bambini coinvolti dalla somministrazione di farmaci nei vari plessi e le relative prescrizioni mediche. 

"Per quanto riguarda le terapie salvavita nessuno si può esimere dal farsene carico" ha specificato, rassicurando così anche il papà del piccolo e lasciando intendere che si sia trattato solo di "un'incomprensione" tra istituzioni che non avrebbe dovuto coinvolgere genitori e bambini. 

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