Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Lesmo / Via XXV Aprile

Il sacerdote trasferito: "Spezzagli, o Signore, i denti dalla bocca"

L'ira di don Vicini in una lunga lettera aperta in cui viene ripercorso il suo allontanamento improvviso dalla pastorale giovanile di Lesmo

Non è propriamente indolore il trasferimento di don Donato Vicini da Lesmo a Seveso. Il sacerdote ha voluto dire la sua con una lunga lettera aperta pubblicata sul sito della pastorale giovanile lesmese, e non è andato per il sottile. Il racconto di ciò che è avvenuto parte con il "discernimento" pronunciato il 13 giugno sul suo servizio alla pastorale giovanile di Lesmo, alla fine del quale il vicario episcopale (Patrizio Garascia) gli disse: "Resta ancora un anno". Poi il campo estivo in montagna e, il 30 luglio, la comunicazione che don Vicini avrebbe dovuto lasciare dal 1 settembre l'incarico.

"Un simile cambiamento d'opinione non può che essere ricondotto a malignità sul mio conto", afferma don Vicini (classe '71, di Erba) nella sua lettera citando i pettegolezzi anche sui giornali. Lettera che nel frattempo è finita off line perché, dopo che don Donato Vicini aveva cambiato la password d'accesso, evidentemente tutto il sito è stato oscurato. Ma che termina con toni decisamente accesi. "Per i falsi preti, le false catechiste, i falsi educatori, i falsi giornalisti - si legge in un passaggio citato dal 'Cittadino' - valgono le parole che il Vangelo afferma per Giuda: Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro".

Ma l'invettiva più forte è riservata alla conclusione della lettera. "Spezzagli i denti nella bocca, rompi o Signore le zanne dei leoni", scrive il sacerdote citando i Salmi. "Passino come bava di lumaca che si scioglie, come aborto di donna non vedano il Sole".

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