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Venerdì, 20 Maggio 2022
Sanità ed eccellenze / Vimercate

Considerata inoperabile, dopo intervento a 4 mani per tumore recidivo torna in piedi

Il caso è stato considerato inoperabile per lungo tempo ma non a Vimercate dove l'intervento è stato portato a termine a quattro mani

Un caso che era stato considerato inoperabile per via delle complicazioni a cui avrebbe potuto portare e che invece a Vimercate è stato possibile grazie a un intervento a quattro mani.

L’operazione è stata effettuata su una paziente di 80 anni, residente in Martesana, affetta da un tumore con recidiva al colon. Ora la signora, a due settimane dall’intervento, è tornata a casa e sta bene. In sala operatoria hanno lavorato il dottor Christian Cotsoglou, direttore della Chirurgia Generale, e Gianfranco Deiana, primario dell’Urologia mettendo le loro competenze e la loro esperienza al servizio di un approccio multidisciplinare della medicina moderna. “La nuova massa – raccontano i due chirurghi - comprometteva fortemente la sua qualità di vita, rendendo necessaria una derivazione esterna urinaria nefrostomica e costringendola a letto”.

L’estensione della recidiva ed il suo coinvolgimento di strutture anatomiche nobili hanno portato a considerare il caso inoperabile per lungo tempo, potendo compromettere in modo definitivo la sua funzionalità renale e la sua capacità deambulativa. A Vimercate il caso è stato immediatamente discusso da più specialisti: chirurgi, urologi, oncologi, radiologi, patologi.

“Insieme – ricordano i due specialisti - è stato deciso di percorrere la strada dell’asportazione chirurgica, in quanto unica sede di ripresa di malattia tumorale, non passibile per la sua posizione di altri interventi locali (come quello radioterapico). Tale decisione è stata successivamente condivisa con i responsabili della Nefrologia (per validare la funzionalità del rene residuo) e della Neurologia (per comprendere i rischi sensitivi e motori dopo tale asportazione)”.

Il resto è stato fatto in sala operatoria dai due chirurghi con i loro staff, fondendo competenze e specifiche conoscenze anatomiche. L’intervento è durato soltanto 4 ore. Durante la degenza post operatoria, l’ottantenne non ha mai avuto bisogno di dialisi e ha conservato perfettamente la sua capacità motoria e posturale. “Il successo terapeutico – sottolineano Cotsoglou e Deiana – è stato reso possibile solo grazie alla collaborazione e all'aiuto reciproco fra le due specialità chirurgiche, e al supporto, naturalmente, di tutto il team anestesiologico ed infermieristico”.

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