Appicca incendio in un'azienda agricola per una vendetta d'amore: arrestata donna

Lo scorso 22 ottobre l'incendio aveva interessato un'attività di Sulbiate nei pressi del Castello

L'incendio a Sulbiate

Due capannoni avvolti dalle fiamme, centinaia di rotoballe di fieno distrutte e due giorni di super lavoro per i soccorsi in cui i livelli di polveri sottili derivanti da fibre di amianto hanno superato il livello di limite massimo, rappresentando un rischio per la salute dei cittadini. A causare tutto questo putroppo non è stata una drammatica fatalità. E ora i carabinieri hanno individuato e arrestato l'autore - una donna - dell'incendio che avrebbe agito per motivi legati verosimilmente a una relazione sentimentale. 

Secondo quanto emerso dalle indagini sarebbe stata proprio un'impiegata residente in un comune della periferia Ovest di Milano ad appiccare lo scorso 22 ottobre l'incendio all'interno di un'azienda agricola di Sulbiate, in pieno centro nella cittadina brianzola, a due passi dal Castello. Il rogo aveva causato la distruzione dei capannoni adibiti a stalla, con il danneggiamento di centinaia di rotoballe di fieno e delle strutture. I vigili del fuoco avevano lavorato senza sosta per due giorni per estinguere gli ultimi focolai e mettere in sicurezza l'intera area, scongiurando conseguenze peggiorni per persone e animali.

Sul posto, insieme ai pompieri, si erano precipitati i carabinieri della stazione di Bernareggio e del Nucleo Radiomobile della compagnia di Vimercate insieme agli agenti della polizia locale. In seguito all'incendio a causare grande preoccupazione era stato anche il livello - che si è alzato oltre il limite massimo consentito - di polveri sottili derivanti da fibre di amianto presente proprio sulle coperture delle stalle.

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La donna, raggiunta da un'ordinanza di custodia cautelare, in attesa del processo resterà agli arresti domiciliari. Secondo quanto al momento emerso dalle indagini, i motivi alla base del gesto sarebbero riconducibili alla sfera passionale. 

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