Blitz della Polizia di Stato all'ex casa delle aste: tra le macerie nascosta la droga

All'alba di venerdì l'operazione che ha coinvolto una squadra del Reparto Mobile, una decina di uomini del commissariato di Monza e due unità cinofile. Cinque marocchini arrestati e due connazionali espulsi

Stesso scenario di abbandono e degrado e, soprattutto, stesse facce di meno di un anno fa. Venerdì mattina all'alba la Polizia di Stato è intervenuta nuovamente nell'area dell'ex casa delle aste di Monza, in viale Cesare Battisti, dove lo scorso luglio era stato effettuato uno sgombero in seguito all'occupazione degli spazi da parte di alcuni marocchini irregolari coinvolti nel giro di spaccio ai giardinetti degli Artigianelli portato alla luce dall'indagine dei poliziotti. Il blitz antidroga ha portato all'arresto di cinque cittadini stranieri dediti allo spaccio nell'area dei giardini della Villa Reale e di due connazionali irregolari già fatti rimpatriare. Cinque di questi soggetti inoltre erano già finiti in manette durante l'operazione dello scorso luglio.

Dopo l'interruzione, qualche tempo fa, dei lavori nell'area abbandonata di viale Cesare Battisti agli investigatori del commissariato di viale Romagna si era insinuato nuovamente il dubbio che nei locali in disuso fossero tornati a stabilirsi alcuni ospiti e che la struttura fosse stata trasformata in un deposito per la sostanza stupefacente.

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All'alba di venerdì una squadra del Reparto Mobile, una decina di poliziotti del commissariato di Monza e due unità cinofile sono intervenute nell'area: in uno degli edifici abbaondonati avevano trovato riparo tra giacigli di fortuna e immondizia cinque cittadini marocchini tra i 37 e 23 anni, tutti irregolari sul territorio nazionale. In casa e tra le macerie del giardino i cani anti-droga hanno fiutato un panetto di 100 g di hashish, della marijuana e ancora una pallina di cocaina e un bilancino di precisione utilizzato per confezionare le dosi. Poco lontano dal "covo" poi i poliziotti hanno fatto sgomberare anche altri due cittadini marocchini, irregolari, sorpresi a bazzicare nell'area. Per i due, anche loro già coinvolti nell'operazione dei giardini degli Artigianelli lo scorso luglio, è scattato immediatamente il rimpatrio. Per i cinque sorpresi a nascondere nell'area abbandonata la droga e individuati come pusher "attivi" in città invece sono scattate le manette con l'accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. 

Tra loro c'era anche Z.A., cittadino marocchino che a inzio aprile, sorpreso con droga e denaro in contanti addosso, per evitare conseguenze giudiziarie si era spacciato per un profugo siriano minorenne. Come accaduto qualche settimana fa, nemmeno questa volta la bugia è bastata ad evitargli le manette. 

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