Lettera al ministro degli Esteri per riportare a casa la piccola Emma

Il primo cittadino di Vimercate, Paolo Brambilla, ha scritto una lettera al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e al ministro degli Interni Angelino Alfano per sollecitare il governo a trovare una soluzione rapida alla vicenda della piccola rapita e portata in Siria dal papà

La piccola Emma, rapita e portata in Siria dal papà

Non sono bastati decine di appelli, l'intervento delle istituzioni locali, le lacrime di una madre distrutta dal dolore che non abbraccia la sua bambina da anni e, da ultimo, nemmeno una sentenza che condanna il padre per rapimento. 

Emma Houda era stata rapita da Vimercate dal suo papà siriano nel dicembre 2011, quando ancora non aveva due anni, e allontanata dalla madre: da quel momento della piccola non si sono più avute notizie e mamma Alice aspetta ancora di riabbracciarla. Per chiedere un intervento risolutivo sulla questione e strappare la bambina alle mani del padre, che per la legge italiana è stato riconosciuto un criminale anche con una sentenza del Tribunale di Monza, il sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, ha scritto una lettera al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

"Egregio Ministro, torniamo a scriverle in merito alla vicenda della minore Emma Huoda, la cui madre è residente a Vimercate, che dal 18 dicembre 2011 è stata allontanata dal padre siriano, Kharat Mohamed, che l’ha portata nel suo paese d’origine sottraendola ingiustamente all’affetto familiare senza peraltro mantenere i contatti, lasciando la madre senza notizie, se non saltuarie, sulla figlia".

Una missiva era già partita dagli uffici di Palazzo Trotti alla volta di Roma a gennaio ma oltre alle parole rassicuranti non c'era stata alcuna svolta significativa nel caso. "Vorremmo in questa sede però aggiornarla in merito allo status del padre. Ci risulta essere stata emessa una sentenza del tribunale che condanna il padre di Emma per rapimento; non si tratta quindi più di un padre che ha allontanato una figlia, seppur ingiustamente, ma di una persona condannata. La situazione è evidentemente radicalmente mutata" si legge nella lettera inviata anche al ministro dell'Interno Angelino Alfano.

"Chiediamo al Ministero di farsi parte attiva tramite le strutture competenti in Italia e a Damasco per arrivare a una soluzione tempestiva di questa situazione dolorosa, e di continuare a farsi carico di due cittadine italiane, la signora Rossi e la minore Emma, che hanno bisogno della cura e della protezione dello Stato Italiano con la forza e l’autorevolezza necessaria" scrive il sindaco Brambilla fiducioso nella possibilità che la vicenda trovi presto un lieto fine.

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"Attendiamo fiduciosi una Sua risposta sperando in una soluzione definitiva nel più breve tempo possibile" conclude la lettera.

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