Riciclaggio ed evasione, estradato dagli Emirati e arrestato il "capo" della frode da 10 milioni

L'uomo risulta destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a fine 2016 dal Giudice per le Indagini Preliminari di Monza nell'ambito dell'indagine Hidden Accounts

E’ rientrato in Italia lo scorso 29 maggio, scortato da operatori di polizia con un aereo proveniente da Abu Dhabi, L.P., destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a fine 2016 dal Giudice per le Indagini Preliminari di Monza per associazione a delinquere, frode fiscale e riciclaggio internazionale in concorso con altre cinque persone.

Il provvedimento era stato emesso al termine di una articolata indagine portata avanti per due anni dalla Guardia di Finanza di Monza che aveva permesso di sgominare un’organizzazione criminale che operava in ambito internazionale dedita al riciclaggio di denaro provento di evasione fiscale, nel settore delle sponsorizzazioni automobilistiche, dalla Formula 1 alle gare minori.

Le Fiamme Gialle avevano appurato che 85 imprese operanti sull’intero territorio nazionale, negli anni tra il 2007 e il 2014, si erano avvalse dei servizi illeciti forniti dal gruppo criminale, sottoscrivendo contratti di sponsorizzazione con società di diritto inglese, tutte prive di reale consistenza economica ed aventi la sola funzione di permettere ai soggetti economici italiani l’evasione delle imposte sui redditi, l’esportazione di capitali all’estero e la creazione di fondi neri. La restituzione dei fondi riciclati, dopo i vari passaggi finanziari estero su estero, avveniva a favore degli amministratori e dei soci delle imprese italiane beneficiarie della frode mediante accredito su conti cifrati accesi oltre confine agli stessi riconducibili oppure con restituzione di denaro contante o in altri casi ancora con investimenti in immobili di pregio siti all’estero.

L’attività d’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza, aveva portato all’arresto dei cinque indagati e alla denuncia di 82 persone per associazione a delinquere, frode fiscale e riciclaggio per un importo complessivo di 75 milioni di euro, al sequestro di beni e disponibilità finanziarie fino a concorrenza di 10 milioni di euro, alla presentazione di dichiarazioni integrative da parte di diverse imprese che hanno provveduto a regolarizzare la propria posizione fiscale versando volontariamente all’erario 9 milioni di euro.

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