Star, l'azienda annuncia 65 esuberi per il "rilancio" dello stabilimento

Il piano di rilancio dello stabilimento è stato presentato mercoledì dai vertici del gruppo Galina Blanca. Sindacati sul piede di guerra

La manifestazione di mercoledì ad Agrate

Un investimento di venticinque milioni di euro in quattro anni e 65 esuberi. E’ questo il prezzo di “Agrate Reborn”, il progetto di rilancio dello stabilimento Star di Agrate Brianza, presentato mercoledì dal Gruppo GBfoods, che nel 2006 ha acquisito la storica impresa dell’industria alimentare italiana.

Mentre i vertici del gruppo illustravano il piano varato dal consiglio di amministrazione, i dipendenti sono scesi in strada spontaneamente per manifestare la propria contrarietà alle scelte dirigenziali. “Ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono le lavoratrici e i lavoratori” ha dichiarato Matteo Casiraghi, segretario Generale Flai Cgil Lombardia commentando l’incontro avvenuto in Confindustria dove il gruppo Galina Blanca Star ha annunciato l’esodo di sessantacinque lavoratori nei prossimi quattro anni.

L’operazione di “rilancio” del sito di Agrate Brianza “prevede un intervento urgente mirato al miglioramento degli indici di produttività, efficienza e cultura aziendale. Il mercato richiede, infatti, che la fabbrica sia un centro di produzione provvisto di personale flessibile e polivalente. Altri fattori chiave perché il successo del piano di rilancio sia effettivo, sono la riduzione dell’assenteismo e del conflitto sindacale, l’aumento della produttività e l’adeguato ridimensionamento del team di collaboratori” spiegano dal management del gruppo che ha annunciato che per i 65 addetti dichiarati in esubero saranno previste misure di sostegno sociale. I lavoratori e i sindacati però non ci stanno e annunciano battaglia.

“Da mesi si continua a chiedere a alla società un serio piano di rilancio industriale capace di rilanciare il marchio, la produzione, l’occupazione e dare speranze future e certe a chi lavora” ha spiegato Matteo Casiraghi. “Un continuo disinteresse del sito produttivo di Agrate dimostrato in questi anni, ha portato a riduzione del personale, utilizzo di cassa integrazione e venir meno delle relazioni sindacali” ha aggiunto il rappresentante sindacale.

L’investimento complessivo di 25 milioni di euro, secondo il punto di vista dell’azienda, servirà a rendere innovative le linee e dei macchinari, a razionalizzare gli spazi e ammodernare l’assetto produttivo. “Il progetto prevede di portare la produzione di brodo liquido nello stabilimento di Agrate una volta che STAR potrà contare su una fabbrica moderna e sostenibile, in grado di affrontare le sfide future e assicurare la sua continuità” si legge nella nota relativa al progetto di rilancio industriale.

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Nella giornata di giovedì le organizzazioni sindacali hanno indetto una conferenza stampa per presentare la situazione. 

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