Cronaca

Rifornivano gli uffici dell'agenzia delle entrate e della finanza ma evadevano l'Iva: denunciati

Il presunto organizzatore della frode sarebbe un 39enne di Monza

Immagine repertorio

Rifornivano le pubbliche amministra di carta e prodotti per ufficio. Tra i loro clienti figuravano anche la guardia di finanza di Milano e l'agenzia delle entrate. E sono state proprio loro a indagare e a scovare, secondo l'accusa, un giro di fatture false per 30 milioni di euro. L'epilogo? 14 denunce per violazioni della normativa penale tributaria e una per il reato di favoreggiamento.

L'indagine — si legge in una nota diramata dalle fiamme gialle — è iniziata in seguito a controlli dell'Agenzia delle entrate nei confronti delle imprese che abilitate a rifornire il mercato della pubblica amministrazione. Controlli che avrebbero portato allo scoperto un sistema di evasione dell’Iva. E non solo in Italia: il sistema di frode, secondo gli investigatori, sarebbe internazionale: tra le 18 imprese coinvolte 13 sono italiane, le altre 5 operanti Francia, Spagna, Belgio, Austria e Germania.

Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno individuato 10 società? che avrebbero ricoperto il ruolo di “missing traders”, ossia di società? fantasma interposte tra i fornitori comunitari e i reali acquirenti della merce. Il presunto ideatore della frode, F.S., anni 39 di Monza, avrebbe posto a capo delle compagnie fittizie diversi “prestanome”, sprovvisti di qualsiasi conoscenza dei meccanismi aziendali, alcuni dei quali già? gravati da pregiudizi in campo penale tributario. Il tutto, secondo i finanzieri, avrebbe permesso di emettere fatture false per operazioni inesistenti nei confronti di tre società, reali beneficiarie della frode. Un giro di fatture false che tra il 2010 e il 2015 avrebbe consentito di evadere circa 14milioni di euro.

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