Evasione da 2 milioni di euro per due società brianzole di ricorsi contro le multe

Denunciato imprenditore. L'uomo dovrà rispondere dei reati di omessa dichiarazione dei redditi ed occultamento delle scritture contabili

Due milioni di euro di tasse non dichiarati e Iva evasa per 250 mila euro. Due società brianzole per anni sono riuscite a evadere le tasse fingendo di avere una fittizia sede fiscale a San Marino.

Le indagini della Guardia di Finanza della compagnia di Seregno partite inziialmente da una sola delle due società, riconducibili allo stesso imprenditore, hanno permesso di accertare come il gruppo, che si occupava di ricorsi per violazioni al codice della strada, di fatto operante in provincia di Monza e Brianza, fosse in realtà “esterovestito”, simulando la residenza oltre confine per non pagare le imposte in Italia. Così sono scattate le verifiche fiscali che hanno consentito alle Fiamme Gialle di scoprire come la sede operativa della società, con un vero e proprio ufficio, fosse stata allestita a casa del suo amministratore.

Qui i finanzieri hanno scoperto un vero e proprio ufficio attrezzato con computer e adibito a sede operativa dell’impresa dove venivano svolte tutte le attività relative alla gestione dei ricorsi da parte di uno staff di operatori, contattabili dai clienti attraverso un centralino “servizio clienti” o un servizio fax o un sito internet (www.ricorsomultamilano.it). Era così possibile acquistare un pacchetto di “ricorso”, trasmettendo via mail il verbale al codice della strada ricevuto e pagando in anticipo l’intero prezzo della consulenza, pari al 30% della sanzione amministrativa applicata. Il cliente riceveva quindi una bozza del ricorso da presentare alle Autorità competenti per ottenere l’annullamento del verbale. A casa dell'imprenditore è stata anche rinvenuta documentazione, sia contabile che extra-contabile, relativa a una seconda società riconducibile allo stesso soggetto, anche questa sottoposta a verifica fiscale.

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I Finanzieri, attraverso accertamenti bancari, hanno ricostruito il volume di affari delle due società e l’attività di consulenza per i circa 18.000 ricorsi istruiti in cinque anni, dal 2012 al 2015, è stata esercitata da una società italiana “evasore totale” (che non presentava le dichiarazioni fiscali) per poi proseguire anche tramite la società fittiziamente residente a San Marino con l’ausilio di tre lavoratori in nero. Per l’imprenditore brianzolo è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Monza per i reati di omessa dichiarazione dei redditi ed occultamento delle scritture contabili.

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