Truffe ad anziani tra Brugherio e Paderno, arrestata un'intera famiglia

Marito, moglie e i due figli: tutti specializzati in questo genere di reato

La truffa è per loro un affare di famiglia. Marito, moglie e i due figli uniti non solo dal legame parentale ma anche dall'attività illegale. Almeno otto sono i casi accertati dai carabinieri della tenenza di Paderno Dugnano (Milano) e della stazione di Brugherio (Monza-Brianza) a loro carico, ma data la serialità (e i precedenti) potrebbero esserci ancora più vittime. 

Video: ecco come agivano

Il metodo era più o meno sempre lo stesso e abbastanza collaudato. L'obiettivo, colpire anziani, persone deboli e fragili facilmente ingannabili. Nonostante gli sforzi per prevenirle, le truffe ogni tanto hanno successo. I quattro malviventi non agivano pressoché mai tutti insieme, ma per i carabinieri da un certo punto in poi è stato semplice associarli a un solo disegno criminoso.

L'approccio con le vittime era sempre nei pressi delle abitazioni, o anche nell'androne del palazzo. Se agiva la donna (una 55enne), si fingeva ex vicina di casa o conoscente di parenti dell'anziano o, in una occasione, dottoressa che in passato aveva avuto lo studio nello stesso edificio. Se agivano gli uomini (il padre 59enne e i due figli, un 39enne e un 27enne), di solito si presentavano come tecnici del servizio idrico.

Le truffe e la fuga in auto

In un modo o nell'altro carpivano la fiducia delle vittime, riuscivano ad entrare nelle abitazioni private e, a quel punto, giocando di furbizia e di distrazione, rubavano gioielli, denaro e altri oggetti, per poi andarsene in fretta con una scusa. In strada, immancabile, i complici-parenti aspettavano con una Fiat Stilo dal motore acceso. 

Proprio la vettura è stata una "traccia" importante per risalire alla famiglia. Dalle telecamere di sorveglianza delle zone dei furti, i carabinieri se la trovavano sempre davanti. L'evidenza del collegamento era data anche dalle descrizioni dei truffatori fornite dalle vittime: descrizioni sempre molto simili e, quando è stato possibile mostrare fotografie segnaletiche, il riconoscimento era immediato.

I quattro, che abitano a Nichelino (Torino), hanno precendenti specifici, per truffa. Il figlio più giovane è stato anche arrestato per questo motivo nel 2012. Misure cautelari minori per la madre e per il figlio più grande. Insomma, "professionisti" di cui le forze dell'ordine avevano le fotografie. Avuta la certezza che si trattasse proprio di loro, il gip di Monza ne ha ordinato l'arresto, eseguito dai carabinieri.

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