Per Expo in Villa Reale la mostra "Fascino e Mito dell'Italia"

Un viaggio attraverso i capolavori di artisti stranieri che si sono lasciati ispirare dal Bel Paese dal Cinquecento ad oggi: in Villa Reale opere di Rubens, Van Dyck, Ingres, Correggio, Tiziano e ancora Matisse, Rodin e Dalì

Copia da Venere dei Medici

Il fascino che il Bel Paese, con la sua tradizione, i grandi maestri dell'arte, i suoi paesaggi e la storia, ha esercitato sugli artisti stranieri e il mito dell'Italia rappresentato nelle loro opere.

In mostra in Villa Reale in occasione dell'appuntamento internazionale con Expo arriva "Il Fascino e il Mito dell'Italia" che porta a Monza grandi nomi della storia dell'arte e le opere di prestigiosi maestri da Lucas Cranach, a Rubens passando per Antoon Van Dych, Ingres per arrivare, attraverso Correggio, Tiziano e Canova a Matisse, Rodin, Picasso e Warhol. 

Il filo rosso che lega personalità che hanno concentrato la loro attività in paesi diversi e in epoche differenti, dal Cinquecento agli anni Duemila, è la fascinazione che il nostro paese ha saputo esercitare sia come mito di una ideale bellezza di paesaggi e di forme, come culla dell'eredità classica e di un prodigioso passato, sia come meta d'obbligo del Grand Tour che i nobili di tutta Europa tra Seicento e Ottocento intraprendevano. 

Le opere, esposte attraverso un percorso articolato in quattro diverse sezioni che rispettano una scansione temporale, dal Cinquecento al Novecento e agli Duemila, rievocano attraverso tele, sculture e fotografie il fascino che il nostro Paese ha esercitato sui grandi artisti stranieri attraverso i monumenti, le suggestioni religiose, la lezione dei maestri e i paesaggi. 

Il visitatore è immediatamente rapito in una dimensione di bellezza senza tempo dalla copia dell'Apollo del Belvedere posizionato proprio sopra lo scalone di accesso al Primo Piano Nobile. Accanto a lui, in un trittico che sintetizza lo spirito della mostra, che attraverso la celebrazione della bellezza e del mito del passato guarda anche alla contemporaneità, c'è la splendida copia della Venere dei Medici e la tela con una nave in rilievo "Odi navali" di Anselm Keifer (2004).

Dalla suggestione della lezione di Tiziano e dei modelli veneti che hanno avuto eco soprattutto nel colore utilizzato per le tele, il fascino dell'Italia con Caravaggio è diventato tecnica grazie alla reinvenzione della tradizione figurativa che lascia spazio e promuove a protagonisti le figure del quotidiano. 

A distanza di anni, nel XX secolo, Michelangelo parla ancora alla contemporaneità e seduce gli artisti: una delle ultime sezioni dell'allestimento, appena prima della chiusura con un focus sulla fascinazione italiana nella fotografia con gli scatti di Lawrence Beck e Axel Hutte, si concentra sulle reminescenze classiche nelle opere di Rodin, Matisse, Dalì e Picasso. Rodin con la sua scultura "L'età del bronzo" (1875) guarda allo "Schiavo Morente" mentre Matisse nella sua "Grand nu assis" si ispira ad "Aurora e Notte" di Buonarroti, ricreando con un estro artistico non alieno alla contaminatio tra le due sculture, un'opera che richiama alla mente la suggestione originaria. 

"E' una vera e propria Expo dell'arte la mostra in Villa Reale" -ha commentato il sindaco della città di Monza, Roberto Scanagatti- "Non solo perchè è uno dei grandi eventi culturali che accompagnano per buona parte del suo viaggio l'Esposizione di Milano ma anche perchè le 90 opere realizzate in epoca moderna e contemporanea sono frutto della creatività, della passione e appunto del fascino che il nostro paese è riuscito a suscitare negli artisti stranieri". 

Le circa 90 opere in mostra sono state esposte grazie alla collaborazione con una sessantina di enti prestatori tra cui il Museè d'Orsay, l'Hermitage di San pietroburgo, l'Orangerie, il Museo di Picasso, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina. 

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La mostra è visibile fino al 6 settembre 2015: leggi qui informazioni sugli orari e sui biglietti.

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