“Candy sa come si fa, a licenziare”: fiaccolata di protesta dei lavoratori

Giovedì sera, più di cento persone - tra lavoratori, sindaci e cittadini - hanno sfilato per le strade di Brugherio, partendo dalla fabbrica e arrivando in Comune. L’obiettivo di tutti è tenere alta l’attenzione sulla vertenza

I lavoratori in corteo - Foto da Fb

Per esprimere tutta la loro rabbia hanno “colpito” l’azienda con una delle frasi che più l’ha resa celebre. E, per far sì che l’attenzione sulla loro situazione non si “spenga”, hanno “impugnato” le fiaccole. 

Giovedì sera, i dipendenti della Candy di Brugherio, alcuni sindaci di Monza e Brianza e tanti semplici cittadini hanno sfilato per le strade della città brianzola, inscenando una fiaccolata a sostegno dei tanti lavoratori - 373 - che hanno rischiato il licenziamento

La “marcia”, organizzata da Fiom, Fim, Cgil e Cisl, è partita dai cancelli dell’azienda della famiglia Fumagalli e si è conclusa davanti alle porte del Comune, da tempo impegnato - soprattutto grazie al sindaco Marco Troiano - nella lotta al fianco dei lavoratori. 

Tra i partecipanti alla fiaccolata, infatti, oltre a tanti cittadini e pensionati della Candy, c’erano numerosi sindaci con la fascia tricolore. 

“La riuscita dell’iniziativa non era scontata – ha commentato a margine della manifestazione, Maurizio Laini, segretario generale della Cgil di Monza e Brianza -. Tra i lavoratori serpeggia la paura per i possibili 370 licenziamenti annunciati dalla Candy e il colpo è pesante, capace di ammutolire i 580 che a Brugherio rappresentano l’ultimo insediamento di Candy in Italia. Eppure erano in tanti: si fa strada tra di loro la convinzione che la strategia di dismissione del sito da parte dell’azienda può essere battuta e gli esuberi recuperati con un piano industriale degno di questo nome”.

“Occorre però convincere Candy - ha evidenziato il sindacalista - che la storia italiana di questo brend brianzolo non può finire con ulteriori delocalizzazioni in Cina, piuttosto che in Russia o in Turchia. Si può continuare a produrre a Brugherio: lo dimostra il recente accordo sulla Whirpool. C’è mercato e ci sono le condizioni per recuperare produttività. Soprattutto, a Brugherio ci sono i lavoratori più professionalizzati, più disponibili, i migliori per un prodotto di qualità. Anche la Candy dev’essere condotta a crederci investendo sulle potenzialità di un’azienda ancora assolutamente viva”.

Il rischio è che, nonostante sia stato trovato un accordo di solidarietà che ha evitato i licenziamenti, l’azienda abbia ancora intenzione di dislocare, rimandando così l’addio dei lavoratori.

Negli interventi svolti a conclusione nella sala consiliare del Comune di Brugherio, a gran voce è stato chiesto infatti un impegno del Ministero delle Attività Produttive per la rapida convocazione di un tavolo a Roma sul piano industriale per il sito di Brugherio.

“C’è mercato e spazio produttivo in Italia per gli elettrodomestici bianchi – ha chiarito il sindaco Troiano -. Lo dimostrano recenti investimenti di multinazionali nel nostro paese. E se la famiglia Fumagalli, come ha più volte ribadito, crede che a Brugherio debba rimanere il cuore del gruppo, qui a Brugherio devono rimanere tutti i lavoratori oggi occupati. Se non verrà fuori in fretta il piano industriale dell’azienda, ne costruiremo uno alternativo dal basso: amministrazioni, sindacati, lavoratori metteranno nero su bianco le loro proposte per il futuro dello stabilimento”.

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“Obiettivo di tutti – ha concluso Pietro Occhiuto, segretario della Fiom Cgil Brianza – è “lavoro, lavoro, lavoro. Vogliamo solo salvare il destino occupazionale del sito e il futuro di centinaia di famiglie brianzole”.

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