Lavori terminati in anticipo, la nuova vita del depuratore di San Rocco

Due anni di cantiere per ammodernare la struttura, abbattere i costi ed eliminare i miasmi. La presentazione

Il depuratore dopo gli interventi di ammodernamento

Due anni di cantiere, due importanti primati conquistati e una nuova storia, moderna e all'avanguardia, ancora tutta da scrivere. Inizia ufficialmente una nuova era per il depuratore di San Rocco. La struttura, di proprietà di Brianzacque, dopo due anni di lavori, è stata presentata ai cittadini e alle autorità nella mattinata di martedi, in anticipo rispetto alle tempistiche relative alle previsioni di fine lavori. In questi due anni inoltre le sue due vasche di sedimentazione primaria coperte sono diventate tra le più capienti d’Europa e la struttura, con oltre 650 mila abitanti equivalenti e 350 impianti produttivi serviti, è diventata il più grande impianto d’Italia per potenzialità depurativa ad applicare esclusivamente il processo ad aerazione intermittente.

Il progetto

Il progetto di riqualificazione, presentato nel 2015 in sostituzione al vecchio master plan, più costoso e lungo da realizzare, puntava ad abbattere costi, miasmi ed emissioni di azoto, per allinearsi alle normative di Regione Lombardia e far fronte alla richieste dei residenti che da tempo lamentavano cattivi odori nel circondario. Dopo la copertura delle due vasche di sedimentazione primaria terminate a fine luglio del 2016 e a giugno di quest’anno, Brianzacque aveva già fornito una concreta risposta al problema dei miasmi, con l'introduzione di sedimentatori con la la funzione di separare i fanghi primari dai liquami affluenti e le coperture all'interno delle quali gli odori vengono aspirati e trattati da un biofiltro, senza più la possibilità di finire in atmosfera. Poi è stata la volta della sezione di ossidazione, cuore della struttura, ultimata pochi giorni fa, con oltre di due settimane di anticipo rispetto alla rigida tempistica calcolata dai count down.

Tutte le  16 vasche rettangolari, in fila, una accanto all’altra, sono state interessate dal restyling. Apparecchiature e metodologie ad aria ormai superate, sono state sostituite dal processo ad aereazione intermittente con nuovi compressori compatti ad alta efficienza energetica, che alimentano una rete di oltre 18.000 diffusori a membrana. L’intervento ha consentito all’impianto monzese di mettersi a norma con  tutti i limiti di scarico previsti dalla normativa regionale, compresi quelli d’azoto; di contrarre i costi di gestione e di contribuire alla riduzione degli odori.  E l'intera opera ha avuto un costo di  6,179 milioni di euro.

La cerimonia di inaugurazione

Martedi' la cerimonia di presentazione dei lavori e l’illustrazione dei risultati raggiunti, nella sede monzese della società, sono avvenute alla presenza di amministratori, sindaci soci della Brianza, vertici di ATO, rappresentanti del comitato del quartiere San Rocco, progettisti e maestranze impegnate nell’ammodernamento dell’impianto che figura tra i più grandi della Lombardia e d’Italia. 

Il commento

“Ce l’abbiamo fatta”- ha detto il Presidente di BrianzAcque, Enrico Boerci – “Abbiamo dimostrato che un’azienda pubblica può anche far meglio del privato, contenendo costi, marciando veloce, mantenendo standard di qualità elevata. Vorremmo condividere il successo di quest’impresa con tutta la Brianza, con i nostri comuni soci, ma soprattutto con gli abitanti del quartiere di San Rocco, che finalmente vedono realizzate le loro richieste. Un grazie particolare a tutto il team di nostri tecnici che ha diretto il cantiere con appassionata professionalità e alle aziende che hanno realizzato i lavori, concretizzando un’ opera ad alto impatto tecnologico e ingegneristico”.

Il countdown e l'anticipo

Il progetto “Il cantiere che cambia il quartiere”, decollato esattamente nel 2015, stesso giorno, stesso mese, stessa ora, è stato adottato in sostituzione di un precedente Master Plan superato dai tempi e dai mutati piani di sviluppo territoriali. Un cambio di rotta -che ha consentito a BrianzAcque, gestore unico del servizio idrico integrato per Monza e Brianza e proprietaria del depuratore - di mitigare le fastidiose esalazioni che affliggevano il vicino abitato di san Rocco, di mettersi a norma con i limiti alla scarico previsti da Regione Lombardia, di tagliare i tempi di realizzazione: solo 2 anni contri i 10 previsti dal Master Plan e di impegnare un quantitativo di danaro pubblico pari a 12 milioni di euro rispetto ai 65 della precedente soluzione progettuale. All’insegna della massima trasparenza, i vertici di BrianzAcque hanno voluto che la tempistica di esecuzione dell’opera venisse pubblicamente “cronometrata” attraverso una serie di count down, collocati all’esterno e all’interno dell’azienda e visibili sul sito istituzionale.

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