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"Mi hanno palpeggiato e derubato" ma aveva venduto il telefono per la droga: denunciata

Una ragazza di trent'anni, comasca, è stata denunciata per simulazione di reato dai carabinieri della compagnia di Seregno

Ha venduto il suo telefono in cambio di qualche dose di droga poi ha pensato a una scusa da raccontare ai genitori per fare in modo che la colpa non ricadesse su di lei. Così, una ragazza di trent'anni, originaria di Carugo, si è presentata in caserma, dai carabinieri di Giussano, e ha denunciato di essere stata vittima di violenza sessuale e di rapina. Nei guai però poco dopo è finita proprio lei.

Secondo quanto riferito agli uomini dell'Arma dalla donna lo scorso 24 maggio e messo agli atti con una denuncia, sarebbe stata avvicinata nel pomeriggio del 23 maggio da due cittadini stranieri che non era stata in grado di identificare proprio mentre era sdraiata a prendere il sole al "laghetto" di Giussano. Dopo averla immobilizzata e palpeggiata i due si sarebbero anche impossessati del suo portafogli e dello smartphone per poi scappare via. 

Il racconto della donna però ha subito mostrato diversi punti deboli e non ha convinto i militari che hanno indagato a fondo fino a scoprire che si trattava proprio di una storia di fantasia messa in piedi dalla trentenne per coprire davanti alla famiglia la vendita del proprio cellulare ad alcuni spacciatori in cambio di qualche dose di sostanza stupefacente. A colpire i carabinieri erano stati proprio i numerosi anomali contatti che la donna aveva avuto con soggetti stranieri attraverso il proprio cellulare. Per la trentenne è scattata una denuncia per simulazione di reato. 

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