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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca

"Forte come la morte è l'amore", spettacolo per raccontare la vita e la tragica fine del generale Dalla Chiesa

Studenti a lezione di legalità

Lunedì mattina, in occasione della “Giornata della Legalità”, presso l’auditorium Alfonso Tedesco del liceo Frisi di Monza, si è tenuta una rappresentazione teatrale organizzata dalla Associazione Culturale Mnemosyne e dalla Sezione di Monza della Associazione Nazionale Carabinieri. In scena "Forte come la morte è l'amore", una selezione di lettere private che raccontano la sofferenza e la solitudine affrontare dal Generale dalla Chiesa e superate soltanto grazie all’amore della sua famiglia e alla assoluta fedeltà ai valori dell’Arma dei carabinieri.

Ad assistere allo spettacolo dedicato alla vita e alla tragica fine del generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa e di sua moglie Emanuela Setti Carraro sono stati oltre 200 studenti del Liceo Paolo Frisi e degli Istututi Tecnici Mosè Bianchi ed Hensemberger. La “piece” teatrale, scritta da Ettore Radice, ha ripercorso, suscitando l’emozione di tutti i presenti, fatti drammatici ed importante della nostra storia basandosi sulla fitta corrispondenza intercorsa fra il Generale e sua moglie fino al momento della loro tragica fine a Palermo 40 anni fa.

Nei loro interventi il comandante dei carabinieri di Monza e Brianza, il colonnello Gianfilippo Simoniello, il sindaco di Monza Dario Allevi e Vito Potenza, coordinatore provinciale di Monza Brianza della Associazione Nazionale Carabinieri, "hanno ringraziato gli attori per aver riportato all’attenzione dei presenti un periodo importante e tragico della nostra storia recente nonché la figura di un alto servitore dello Stato il quale, insieme alla sua consorte, ha sacrificato la sua vita in nome di valori che dovrebbero essere tutt’oggi di ispirazione per tutti" spiegano dal comando provinciale di via Volturno.

Chi era il generale Dalla Chiesa

Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nacque a Saluzzo il 27 settembre 1920, figlio di un ufficiale dei carabinieri. Il primo contatto con la vita militare è la guerra nel Montenegro come sottotenente nel 1941. Un anno dopo passa ai carabinieri e viene assegnato alla tenenza di San Benedetto del Tronto dove resta fino al all'8 settembre 1943. Dopo la guerra fu in Campania e quindi in Sicilia in seguito a diversi periodi a Firenze, Como, Roma e Milano. Tra il 1966 e il 1973 fu nuovamente in Sicilia dove, con il grado di colonnello, comandante della Legione Carabinieri di Palermo, indagò su Cosa nostra. Divenuto generale di brigata a Torino dal 1973 al 1977, fu protagonista della lotta contro le Brigate Rosse.

Promosso generale di divisione, fu nominato nel 1978 coordinatore delle forze di polizia e degli agenti informativi per la lotta contro il terrorismo, con poteri speciali. Dal 1979 al 1981 comandò la Divisione Pastrengo a Milano e tra il 1981 e il 1982 fu vicecomandante generale dell'Arma.

Nel 1982 ricoprì l'incarico di prefetto a Palermo con l'incarico di constrastare Cosa nostra. Morì nella città siciliana pochi mesi dopo il suo insediamento nella strage di via Carini in cui perse la vita anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo.

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