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Il feretro al campo sportivo avvolto nel Tricolore

Il feretro al campo sportivo avvolto nel Tricolore

"Ciao Luca, non dimenticheremo mai il tuo sorriso": Limbiate saluta il suo ambasciatore

La cerimonia sabato mattina al campo sportivo. Il ricordo del diplomatico brianzolo morto in un attacco in Congo nelle parole del sindaco Romeo, della famiglia e degli amici

Un lungo silenzio ha accolto sabato mattina nel campo sportivo di Limbiate il feretro dell'ambasciatore Luca Attanasio, ucciso in un attacco in Congo. Il tricolore ad avvolgere la bara e il picchetto dei carabinieri: in prima fila la vedova, i familiari, le autorità militari e civili tra cui il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e poi centinaia di persone che hanno voluto essere presenti per salutare un'ultima volta il 43enne limbiatese. Così tante da non riuscire ad trovare posto sugli spalti del campo e da stringersi comunque in un ultimo abbraccio simbolico all'esterno, in piedi. 

Un diplomatico, un ambasciatore tra i più giovani d'Italia e una brillante carriera interrotta troppo presto. Ma per Limbiate e per quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo, incrociare i suoi occhi e il suo sorriso contagioso era semplicemente Luca. E il Tricolore che sventolava un po' ovunque lungo la strada per il campo sportivo dai balconi e dalla finestre questa mattina voleva essere un omaggio a quell'uomo che è stato anche cittadino del mondo. E che è caduto, ucciso dalla violenza, mentre stava cercando di costruire un pezzetto di pace lontano da casa sua. 

A officiare la celebrazione funebre è stato monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, che durante l'omelia ha ricordato Attanasio, invitando i presenti a riflettere sul senso profondo della vita simulando un ipotetico dialogo di Luca con Dio, una volta accolto nel Regno dei Cieli. "Da dove vieni Luca, fratello mio?" potrebbe domandargli il Signore. "Vengo da una terra dove la vita non conta niente, vengo da una terra dove se si muore non importa a nessuno, dove si uccide e non importa a nessuno, dove si può ferire e non chiedere scusa". Parole forti, di riflessione profonda su una morte ingiusta, che hanno squarciato il silenzio del campo al centro del quale campeggiava la salma da cui la moglie di Attanasio, Zakia Seddiki non ha mai distolto lo sguardo dietro gli occhiali neri.

“Perché piangi, Luca, fratello mio?” E Luca risponderà - ha detto monsignor Delpini nell'omelia in commento al Vangelo di Matteo -: “Piango perché piangono le persone che amo; piango perché restano giovani vite che hanno bisogno di abbracci e di baci, di coccole e di parole vere e forti e non sarò là per asciugare le loro lacrime e condividere le loro gioie; piango perché dopo il clamore scenderà il silenzio, dopo la notorietà arriverà l’oblio: chi si prenderà cura delle giovani vite che io non vedrò camminare nella vita”. E il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Io manderò lo Spirito Consolatore, Spirito di sapienza e di fortezza, Spirito di verità e di amore e si stringeranno in vincoli d’affetto invincibile coloro che ti sono cari e nessuno sarà abbandonato e io stesso tergerò ogni lacrima dai loro occhi, e i vincoli di sangue, i vincoli di affetto, i vincoli di amicizia saranno più intensi e più veri, più liberi e più lieti. La tua partenza non diventerà una assenza, la tua presenza nella gioia del Padre non sarà una distanza. Non piangere più, Luca, fratello mio!”.

"Rimane il silenzio e un grande vuoto": il ricordo del sindaco

"Luca, caro amico mio, tocca al tuo sindaco pronunciare qualche parola cercando di resistere alla commozione e di interpretare i sentimenti di una comunità. Le parole oggi sono inadeguate rimane il silenzio e un grande vuoto. Continuo ad ascoltare il messaggio vocale che mi hai inviato venerdì scorso perchè in quel messaggio risuona la tua voce squillante e allegra, piena di entusiasmo per le cose delle belle della vita e la passione con cui seguivi tutte le iniziative della tua amata Limbiate. Hai detto 'fare l'ambasciatore significa non lasciare indietro nessuno in nessuna parte del mondo': sei testimone di un bene sconfinato, lo sanno le tue bambine, tua moglie e i tuoi genitori e tutti quelli che ti hanno conosciuto anche in queste ore drammatiche" ha detto con la voce commossa il primo cittadino di Limbiate, Antonio Romeo.

"Sentiamo oggi tutta l'ingiustizia da una morte causata a una persona buona giusta e da questa ingiustizia è davvero faticoso rialzarci. E quando i gravosi impegni ti davano tregua tornavi nella tua limbiate per dedicare il tuo tempo ai tuoi familiari, ai tuoi amici e al tuo oratorio. Eri orgoglioso di essere di Limbiate: qui sei cresciuto, hai frequentato la scuola, hai costruito le più belle amicizie. I nostri giovani guardano oggi al limbiatese che con la sua umiltà oggi ci testimonia che anche dalla periferia possono nascere i fiori più belli" ha concluso Romeo. Ad Attanasio sarà intitolata Villa Medolago, recentemente acquisita dal comune.

"Non dimenticheremo mai il tuo sorriso e la tua semplicità"

"Luca, amato figlio, siamo distrutti dal dolore ma dobbiamo reagire ed essere forti per essere accanto a Zaki e alle tre splendide nipotine. Non dimenticheremo mai il tuo sorriso, la tua semplicità, il tuo coinvolgente entusiasmo. Per noi e per tutta la comunità limbiatese sarai sempre Luca: addio ambasciatore di pace, amato figlio": questo il messaggio letto tra le pause di silenzio dettate dalla commozione da parte di un amico, a nome della famiglia che ha voluto anche esprimere cordoglio per la scomparsa del carabiniere Vittorio Iacovacci che ha "pagato con la vita la difesa del suo ambasciatore". E poi il ricordo dell'uomo - oltre che dell'ambasciatore - di Luca che amava pescare, che non riusciva a non sporcarsi facendo colazione e che sapeva "trasformare un normale racconto in un romanzo di mille pagine". 

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La sua voce che riecheggia nel campo poi il lungo applauso

Dopo le voci di chi ha voluto ricordare chi era e com'era l'ambasciatore limbiatese nel campo sportivo è risuonata la sua stessa voce: allegra, squillante, gioiosa. Un commento entusiasta inviato dopo il rimpatrio di trecento persone con due voli per l'Italia dal Congo: "W l'Italia! Sempre un passo avanti". E ancora "Ai miei amici. Baci e abbracci da parte mia e di Zaki!" e con un velo di ironia con cui sicuramente avrà abbozzato anche un sorriso la sua voce aggiunge:"Ma che romantico che sono!". Poi il silenzio. E un lungo applauso ad accompagnare l'uscita della salma che ha poi raggiunto il cimitero Maggiore della città. 

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