Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Limbiate si prepara per l'ultimo saluto al suo ambasciatore: sabato la cerimonia in memoria di Attanasio

La cerimonia si terrà alle 10 al campo sportivo di via Tolstoj. A celebrare l'arcivescovo della Diocesi di Milano Mario Delpini

Luca Attanasio insieme alla moglie e alle sue figlie (Facebook)

Limbiate si prepara a dare l'ultimo saluto al suo ambasciatore. Sarà celebrata sabato al campo sportivo di via Tolstoj la cerimonia in memoria di Luca Attanasio, l'ambasciatore brianzolo ucciso lunedì in un attacco nella Repubblica del Congo dove era in servizio come diplomatico per una missione di pace. Insieme al 43enne - sposato e padre di tre bimbe piccole - sono stati uccisi anche il carabiniere Vittorio Iacovacci, 30 anni, e l'autista del covoglio Mustapha Milambo.

A celebrare la funzione sarà l'arcivescovo di Milano Mario Delpini che ha ricordato l'ambasciatore scomparso con parole di affetto e stima.

"E' stato ucciso un uomo buono"

"È stato ucciso un uomo buono, un diplomatico competente, un giovane intraprendente e, insieme con lui, sono stati uccisi un carabiniere e il loro autista: sono vittime di una violenza incontrollabile e devastante. Mentre mi preparavo a far visita ai nostri missionari in Kinshasa l’ambasciatore Luca Attanasio mi ha fatto visita a Milano, perché non sarebbe stato possibile incontrarci in Congo. Era il 7 luglio del 2019. Ricordava il suo passato in oratorio, la sua educazione nella comunità cristiana, le radici della sua scelta professionale in una considerazione della fraternità universale che nella sua stessa famiglia si è realizzata" ha commentato Delpini in una nota di commiato.

"Nella mia visita a Kinshasa i nostri missionari mi hanno descritto una situazione così difficile, confusa e percorsa dalla violenza spietata che insinuava in ogni cosa inquietudine, in ogni iniziativa un senso di precarietà, in ogni evento un pericolo. L’evento tragico che oggi commuove il nostro Paese scuote l’indifferenza che talora ci paralizza, invita alla preghiera che ci apre orizzonti, costringe a pensare e a sentire la responsabilità di mettere mano all’impresa di aggiustare il mondo" ha aggiunto Delpini.

E Luca Attanasio - 43 anni, nato a Saronno e cresciuto a Limbiate dove la comunità oggi lo piange e lo ricorda con stima e affetto - per rendere migliore il mondo aveva messo a disposizione il suo impegno e la sua professionalità. Ed è stato barbaramente ucciso sotto i colpi delle armi mentre era in viaggio per costruire un pezzetto di pace per una missione umanitaria. 

L'arrivo delle salme a Roma e i funerali di Stato

Il feretro dell'ambasciatore brianzolo Luca Attanasio, ucciso lunedì in un attacco in Congo, durante una missione di pace, insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all'autista del convoglio Mustapha Milambo, è rientrato nella serata di martedì in Italia. L'aereo di Stato con a bordo i feretri è atterratto intorno alle 23.30 a Ciampino e ad accogliere le salme erano presenti il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Sono previsti per giovedì mattina a Roma i funerali di Stato. Le esequie si terranno nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Successivamente le salme saranno trasferite nei Comuni di residenza, Limbiate (Monza-Brianza) per Attanasio e Sonnino (Latina) per Iacovacci. 

Il padre: "In 30 secondi i ricordi di una vita"

In paese, così come in molti comuni non solo della Lombardia ma dell'Italia intera, le bandiere sono a mezz'asta. "In trenta secondi sono passati i ricordi di una vita, ci è crollato il mondo addosso. Sono cose ingiuste, che non devono accadere. Per noi la vita è finita" ha detto all'Ansa Salvatore, il papà dell'ambasciatore Luca Attanasio. Il pensiero dei familiari in questo momento di dolore va alle figlie del diplomatico, tre bambine che ancora non sanno quello che è accaduto.   

"E' stato sempre una persona rivolta agli altri, ha sempre fatto del bene, ed è sempre stato proiettato verso alti ideali, capace di coinvolgere chiunque nei suoi progetti. Una cosa che a me poteva sembrare poco chiara, lui me la rendeva positiva. Era onesto, corretto, mai uno screzio" ha concluso.  L'ambasciatore in Congo Luca Attanasio "non era assolutamente preoccupato. Ci ha spiegato la sua missione, ci ha detto quali erano gli obiettivi": così ha spiegato all'ANSA il padre Salvatore, attonito per la morte in un agguato del figlio. "In trenta secondi sono passati i ricordi di una vita, ci è crollato il mondo addosso. Sono cose ingiuste, che non devono accadere. Per noi la vita è finita".

Le indagini sull'agguato in Congo

"Al Pam e all'Onu abbiamo chiesto formalmente l'apertura di un'inchiesta che chiarisca quanto accaduto, le motivazioni alla base del dispositivo di sicurezza utilizzato e in capo a chi fossero le responsabilità di queste decisioni". Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nella sua informativa alla Camera sui tragici eventi che hanno portato alla morte dell'ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Ricordando di avere interessato direttamente il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, Di Maio ha aggiunto: "Abbiamo anche spiegato che ci aspettiamo, nel minore tempo possibile, risposte chiare ed esaustive".

 "Sulla dinamica dell'agguato" che ha portato alla mote dell'ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, "sono in corso accertamenti anche da parte della Procura della Repubblica di Roma". "Una squadra dei nostri carabinieri del Ros, su delega della Procura, si è già recata a Goma per una prima missione investigativa. Mi risulta che ne seguiranno altre", ha detto Di Maio.

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