Lacrime e silenzio: l'addio a Luca, il carabiniere morto in un incidente

I funerali di Luca Benfatto, il carabiniere in servizio a Brugherio morto in un tragico incidente in moto, si sono svolti lunedì nella chiesa San Carlo di Monza. Commozione e una rabbia silenziosa per dirgli addio

Un momento dei funerali (Foto © MonzaToday)

Tante divise, la stessa che lui amava e indossava con orgoglio e dedizione. Tanti colleghi, amici coi quali trascorreva giornate intere di lavoro e divertimento: una sorta di famiglia adottiva per lui. E poi la sua famiglia, quella vera, straziata dal dolore; e sua moglie, la donna che lo ha seguito per amore e che per lo stesso amore non è riuscita a non piangere neanche per un secondo. 

E’ stato un addio composto e commosso quello a Luca Benfatto, il carabiniere trentaquattrenne in servizio alla caserma di Brugherio morto domenica mattina in un tragico incidente in moto sulla provinciale 72 verso Varenna, nel lecchese. 

E’ stata zitta durante tutta la cerimonia la chiesa San Carlo, quella che sorge proprio difronte alla caserma dei carabinieri di Monza. Nessuno ha trovato le parole, forse nessuno ci ha voluto provare perché la rabbia era troppa. Tutti segnati, distrutti, da una morte inspiegabile, “arrivata troppo presto”, per stessa ammissione del prete che ha celebrato i funerali.  

I militari si sono affidati ai gesti: le braccia dritte lungo i fianchi durante la “preghiera del carabiniere”, e quella mano tesa vicino alla fronte per dare l’ultimo saluto al loro amico e collega. Quattro di loro non si sono mai seduti, sono rimasti ai quattro angoli della bara di Luca: come a volerla vegliare, proteggere per l’ultima volta. 

Perché “il vostro - ha detto il don - è un lavoro speciale. Un lavoro che per forza di cose vi rende fratelli. Che vi fa instaurare legami più forti ancora dei legami di sangue”. E quel ragazzo trentaquattrenne arrivato da Catania, con l’arma nel cuore, di legami e di fratelli ne aveva creati. Il simbolo sono le tante lacrime silenziose che hanno bagnato gli occhi dei carabinieri, mentre con la mano alla fronte rendevano omaggio - a modo loro - all’amico scomparso. 

“Piangiamo per la morte di Luca - ha amesso il prete - E piangiamo per la nostra solitudine”. Una solitudine che Luca ha lasciato nel cuore di tutti quelli che lo conoscevano. Della sua famiglia vera e dei suoi fratelli di divisa. 

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